Domani dichiareremo lo stato di emergenza. 153 milioni alle Regioni colpite


Nella mattinata di domani, giovedì 8 novembre, il Consiglio dei ministri si riunirà per dichiarare “lo stato di emergenza per tutte le regioni che lo hanno chiesto”. Ad annunciarlo è stato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, durante in question time alla Camera. Proseguendo, Conte ha spiegato che per affrontare lo stato di emergenza dovuto al maltempo il Cdm destinerà 53,5 milioni dal fondo per le spese impreviste e altri 100 dal fondo esigenze indifferibili.

I fondi stanziati serviranno “non solo per le emergenze ma anche per la prevenzione del dissesto idrogeologico”. Il governo infatti ha in mente di presentare un piano straordinario contro il dissesto idrogeologico entro la fine del mese, piano che “costituirà l’occasione per la programmazione e il coordinamento dei progetti da mettere in cantiere per porre in sicurezza il territorio e contro dissesto idrogeologico”.

“Occorre ribadire al fine di garantire gli interventi programmatici per la lotta al dissesto idrogeologico che il disegno di legge di bilancio prevede già il finanziamento per interventi strutturali contro il dissesto idrogeologico. In un fondo del ministero dell’Economia, come ho già anticipato, ci sono 900 milioni per il triennio”, ha puntualizzato il presidente del Consiglio.

Nel corso del question time, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha affrontato anche la questione della rinuncia al prestito della Banca europea per gli investimenti per il finanziamento di interventi volti alla prevenzione del dissesto idrogeologico: “Il governo non ha mai detto no a questo prestito. Con la Bei è in corso un’interlocuzione che ci potrà tornare utile per ulteriori progetti che verranno presentati dalle Regioni. Attualmente tutti i progetti presentati dalle Regioni sono coperti da fondi istituti presso il ministero dell’Ambiente. Mentre sui progetti strutturali già esiste un fondo di 900 milioni presso il ministero dell’Economia per mitigare il rischio idrogeologico”.

Infine, parlando del famigerato condono per Ischia, Conte ha evidenziato: “A Ischia ci sono 28 mila domande di condono di oltre 20 anni fa. Per il terremoto ci sono 1100 case danneggiate: il decreto dispone di esaminare le istanze avviate molti lustri orsono e ha disposto solo la definizione. Laddove per le case da regolarizzare ci siano vincoli idrogeologici o altri vincoli la regolarizzazione non andrà concessa e si dovrà procedere alla demolizione”.


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