Dybala all’Olimpico, tra una crisi e un gol scudetto


Paulo Dybala da terra nel recupero segna lo 0-1 in Lazio-Juve di marzo 2018

Paulo Dybala da terra nel recupero segna lo 0-1 in Lazio-Juve di marzo 2018

Il bianco su fondo celeste dona al modello argentino. Paulo Dybala si veste a festa in ogni appuntamento con la Lazio: non c’è squadra che abbia marcato di più la sua storia italiana. Nel complesso, ai biancocelesti ha segnato dieci volte, un’enormità, più di ogni altra rivale. Nell’ultimo campionato, al ritorno, Paulo segnò uno dei suoi gol più belli e potenti. Un guizzo tenace al 93’ che ammutolì, a distanza, anche il San Paolo che già pregustava la fuga del Napoli. Quel gol fu un inno alla resistenza (coppia di laziali alle costole, sinistro in caduta all’incrocio), ma pure la «summa» di ciò che Dybala possiede: tigna, doti aerobiche, tecnica di grana fina. Tutto il campionario adesso è al servizio di re Cristiano: in apparenza, il dieci argentino è quello che ha modificato maggiormente il suo habitat naturale a causa di Ronaldo. Tocca un’infinità di palloni di più, ma molti sono lontani dalla porta: Dybala sta giocando in media 75 palloni a match in questa A. Nel primo campionato bianconero chiuse con una media di 67, nel primo con il Palermo di 49 appena.

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