È diversa da quella di oggi


In Veneto una materia insolita, ma giudicata altamente formativa, arricchirà il percorso scolastico degli alunni: stiamo parlando dello studio della Storia dell’emigrazione, quella veneta in particolare. La notizia è stata diffusa dal giornale online “Oggi Treviso”: l’idea nasce da un’iniziativa dell’assessore veneto della giunta leghista Elena Donazzan, forzista, già nota per aver protestato un anno fa contro la proposta di legge sulla propaganda fascista, organizzando una festa a tema ‘Ventennio’ al lido di Chioggia. L’azzura aveva fatto parlare di sé anche per gli insulti razzisti che nel 2015 aveva rivolto verso alcuni stranieri che avevano rubato la sua bicicletta e quella del compagno: in quell’occasione aveva definito ‘patrioti’ e ‘camerati’ i passanti che l’avevano aiutata a ritrovare i malviventi e a recuperare il maltolto.

L’inserimento di Storia dell’emigrazione tra le materie curriculari nasce da un’intesa siglata per la prima volta tra Regione, Ufficio scolastico regionale e associazioni dei ‘Veneti nel Mondo’. Nel programma la storia dei 5 milioni di veneti emigrati nel mondo dall’Unità d’Italia al secondo dopoguerra.

Ma qual è la ratio di questa proposta? “Da diversi anni – ha spiegato l’assessora all’Istruzione Donazzan – le associazioni pongono l’esigenza di poter raccontare nelle scuole la storia di una parte significativa della nostra gente e delle nostre terre. Con la firma di oggi diamo la possibilità, ferma l’autonomia di ogni scuola, di strutturare dei percorsi utili per l’approfondimento su temi che riteniamo particolarmente utili e contemporanei, visto che troppo spesso vengono fatti paragoni tra l’immigrazione odierna, in cui l’Italia è soggetto protagonista nelle dinamiche mondiali, e quella dei Veneti nel mondo. Studiandone la storia, ci si può invece rendere consapevoli delle molte differenze”.

Un tema sconosciuto a tanti studenti, e Francesca Altinier dell’Ufficio scolastico regionale sottolinea che presto questo lacuna verrà colmata: “Assicuriamo la nostra partecipazione e la nostra collaborazione in tutte le azioni tese a diffondere queste iniziative. Nei confronti delle scuole, che pur restano autonome, possiamo svolgere un ruolo di tramite, ma abbiamo anche le leve per creare maggior coinvolgimento su un tema che riteniamo non così conosciuto tra docenti e studenti”.

“Il Veneto è la prima regione ad aver intrapreso un percorso educativo di questo tipo – spiega Oscar De Bona, ex assessore regionale, ex presidente della Provincia di Belluno e ora presidente dell’associazione Bellunesi nel mondo – che aiuta  non solo a riscoprire un passato poco noto, ma anche a capire la mobilità di oggi e a porre le premesse per il possibile rientro di ‘cervelli’ e talenti espatriati. Per esempio, l’associazione dei Bellunesi nel mondo ha avviato, d’intesa con Confindustria, la banca dati dei profili dei giovani che sono emigrati in questi anni al fine di agevolarne il possibile rientro”.


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