ecco “Cuore biancorosso”. La beneficenza sulla maglia


Nella foto mamma di Chicca Francesca Vigan

Nella foto mamma di Chicca Francesca Vigan e i volontari Alessandro Vigan e Lidia Buratto. Foto Twitter Carpi

Si chiama “Cuore biancorosso” il nuovo progetto di solidariet che accompagner il Carpi di qui a fine stagione. Nelle 26 gare rimanenti del campionato cadetto sulla maglia della societ emiliana compariranno i loghi di alcune associazioni benefiche no profit al posto del main sponsor Gaud. stato il patron Stefano Bonacini a volere fortemente questo progetto, che debutter sabato nella sfida salvezza di Padova. Sulla maglia del Carpi per le prossime 6 gare ci sar il logo dell’associazione “Chicca il sole esiste per tutti”, che si occupa della ricerca sui tumori, nata del 2016 per volont di Francesca Vigan, madre della piccola Federica che ad appena 13 anni stata vinta, dopo un’inutile battaglia durata un anno, da un raro tumore al cervello.

le iniziative
Poi sono gi state individuate altre due realt non profit, la Lega del filo d’oro di Osimo e l’Amo (malati oncologici) di Carpi, ma la societ emiliana ha istituito una mail apposita (solidarieta@carpifc.com) a cui si possono fare segnalazioni. “Sono venuto a conoscenza per caso di questa associazione – spiega Bonacini – e sono stato toccato molto a livello umano. Non volevo ridurmi a una semplice donazione, ma ho pensato a una cosa di maggiore impatto come la visibilit che pu dare una maglia di una squadra di calcio, visto quello che aveva portato al mio marchio Gaud in questi anni. Inoltre queste maglie verranno messe all’asta per raccogliere altri fondi”. A rappresentare l’associazione durante la presentazione del progetto c’era Francesca Vigan, col fratello Alessandro e Lidia Buratto. “Per me era un obbligo esaudire il desiderio di Chicca – racconta emozionata – che durante la malattia mi ha chiesto di aiutare altri bambini sfortunati come lei. Il nome dell’associazione deriva dalla canzone di Tiziano Ferro che ascoltavamo spesso e i soldi che si possono donare sono devoluti al reparto di pediatria dell’Istituto dei tumori di Milano per la ricerca”.


 Davide Setti 

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