eseguiti fermi nel reggino, c’è anche un sindaco di area PD


In manette anche il sindaco di Delianuova e due imprenditori locali

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Reggio Calabria – Alle prime luci dell’alba i carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria hanno iniziato ad eseguire dei fermi nei confronti di appartenenti alla cosca Alvaro di Sinopoli, accusati a vario titolo di associazione di tipo mafioso, estorsione, truffa aggravata, trasferimento fraudolento di valori, aggravati dal metodo e dalle finalità mafiose. Fermati, tra gli altri, anche un sindaco di un comune dell’Aspromonte, Delianuova, e due imprenditori locali.

Dalle indagini condotte dai carabinieri sarebbero emersi gli interessi della cosca Alvaro, ritenuta una delle più attive della ‘ndrangheta reggina soprattutto nel mandamento tirrenico. Gli Alvaro, secondo gli inquirenti, si sarebbero infiltrati in enti pubblici e nelle amministrazioni locali in modo tale da condizionarne le scelte e ottenere più facilmente appalti e finanziamenti. Come riferisce l’articolo a firma di Lucio Musolino su “Il Fatto Quotidiano”, il sindaco di Delianuova, Francesco Rossi, è stato eletto nel 2015 con una lista civica di area PD.

I fatti contestati a Rossi, si riferiscono però a quanto lo stesso ricopriva il ruolo di vicesindaco: dalle carte della Procura di Reggio Calabria, infatti, non emergerebbero solo questioni di appalti a suo carico, ma una vera e propria disponibilità nei confronti della cosca all’interno delle istituzioni. Da qualche mese, prosegue l’articolo del ‘Fatto’, Rossi era entrato anche nel consiglio della Città metropolitana di Reggio Calabria. Tra il 2006 e il 2010, è stato “controllato” dalle forze dell’ordine assieme a personaggi legati alla criminalità locale, poi finiti in inchieste antimafia della Procura di Reggio Calabria.




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