Faccio il mio dovere, per i pazienti


 “Il reparto deve andare avanti bene. Dobbiamo fare gli interessi dei pazienti come abbiamo sempre fatto”. Il dottor Alessandro Pampana ha saputo da poco che il suo nome è inscritto nel registro degli indagati in merito all’inchiesta sui 34 decessi avvenuti nel reparto di medicina del Noa di Massa a causa di una presunta infezione da batterio. L’indagine è stata aperta con un fascicolo per omicidio colposo per la morte di Fernarda Ballerini, deceduta il 31 dicembre del 2017. Sotto esame sono finiti poi 34 morti sospette nel reparto di medicina dell’ospedale delle Apuane nel periodo compreso tra il 20 dicembre 2017 e il 10 gennaio 2018. Dopo l’iscrizione nel registro degli indagati del primario, la Procura ha disposto la nomina di due consulenti tecnici che esamineranno tutte le cartelle cliniche e tutta la documentazione sanitaria riguardante i 34 pazienti. Ieri Pampana era in reparto come tutti i giorni. “Ho ricevuto l’avviso di garanzia sabato mattina – spiega a La Nazione– e mi sono messo a disposizione della autorità giudiziaria. Ho fiducia nella magistratura. Provo amarezza e sono addolorato per la mia famiglia, anche per i familiari delle persone decedute”.

Cosa dice la procura di Massa

A chiarire i contorni dell’indagine è la stessa Procura che ha definito l’iscrizione del medico “un atto dovuto, a tutela dell’indagato”. “Siamo in una fase preliminare – aggiunge la Procura – Dobbiamo comprendere come sono andate le cose”. L’iscrizione di Pampana nel registro degli indagati è stata fatta perché gli inquirenti devono compiere una serie di “accertamenti irripetibili”, tanto che la magistratura chiarisce che si tratta di “un indagato strumentale. Gli accertamenti della Procura – si legge nell’atto con cui si informa della nomina del consulente – si estendono anche a strutture esterne al Noa “quali la don Gnocchi di Marina di Massa” perché lì sarebbero stati ospitati pazienti con necessità di riabilitazione, poi tornati all’ospedale delle Apuane dove è avvenuto il decesso.

Come si è arrivati all’inchiesta sulle 34 morti sospette

La vicenda è iniziata nel febbraio scorso con un esposto firmato da Stefano Benedetti, all’epoca consigliere di Forza Italia e ora presidente del Consiglio comunale, che chiedeva alla Procura di fare chiarezza su quei decessi sospetti avvenuti nel reparto di medicina. Pampana assicura che “ci siamo presi cura in reparto di ciascuno di quei pazienti, come accade ogni volta che i cittadini si rivolgono al nostro ospedale. In questa fase non voglio entrare nel dettaglio dei quadri clinici delle persone decedute. Saranno le indagini a chiarirlo, però una cosa posso dirla: so di aver agito cercando di fare il mio dovere, perché questo è quello che risponde al mio modo di sentire la mia professione”.


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