Faremo un accordo con la Francia per bloccare la Tav


Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, ha annunciato che l’Italia cercherà un accordo con la Francia per bloccare la Tav, la linea ferroviaria ad alta velocità da costruire tra Torino e Lione. “Ci metteremo d’accordo con la Francia per non fare la Tav. Mi risulta che Macron abbia escluso la Tav dalle priorità infrastrutturali proprio dopo aver valutato costi e benefici. E non ha stanziato risorse per finanziare il percorso dalla galleria a Lione”, ha spiegato Danilo Toninelli a Bruno Vespa durante l’evento di presentazione del nuovo libro “Rivoluzione. Uomini e retroscena della Terza Repubblica” in uscita il 7 novembre per Mondadori Rai Eri.

Il ministro delle Infrastrutture ha inoltre contestato la tesi del commissario per la Tav Paolo Foiella secondo cui il blocco dell’opera costerebbe all’Italia oltre due miliardi di risarcimento danni: “Tutto sbagliato, dalle prime avvisaglie direi che non è assolutamente una cifra che sta in piedi”. Nella giornata di ieri, il Consiglio comunale di Torino, la città amministrata dal sindaco pentastellato Chiara Appendino, ha approvato l’ordine del giorno presentato dal MoVimento 5 Stelle in cui si esprime contrarietà alla Tav e si chiede di sospendere l’opera in attesa dei risultati dell’analisi su costi e benefici. I voti favorevoli sono stati 23, i contrari due. “Bene la votazione del Consiglio comunale di Torino sul Tav! Presto io e Danilo Toninelli incontreremo Chiara Appendino per continuare a dare attuazione al contratto di Governo”, ha commentato Di Maio su Twitter.

“Nel Paese bisogna rimettere il lavoro al centro delle attenzioni. Non ci sembra, a partire da ieri con la Torino-Lione, che si voglia andare verso questa direzione e aprire il Paese all’idea di Europa di cui abbiamo bisogno per essere competitivi dal di fuori dei cancelli delle fabbriche e costruire un Paese più ricco in modo da ridurre i divari. Spero che anche per la Tav, come per il Tap in Puglia, il presidente Conte si assuma la responsabilità di farla. Il problema non sono le penali ma quanto ci costa e quanto perdiamo in futuro rispetto agli altri. La penale del presente è solo una dimensione del problema. Il tema é qual è la dimensione di futuro e quale l’impatto sull’economia reale”, ha protestato il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia.


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