Figc, Micciché: “Unità di intenti”. Gravina: “Auspichiamo la candidatura unica”


Gaetano Micciché, presidente di   Lega di Serie A. Getty

Gaetano Micciché, presidente di Lega di Serie A. Getty

Unità di intenti sulle riforme “non più rinviabili”, ma senza riferimenti ufficiali ad eventuali accordi sul candidato alla presidenza della Federcalcio.

È quanto emerge dall’esito dell’incontro in vista dell’assemblea elettiva della Figc, in programma il 22 ottobre. Riunione, che si è tenuta oggi, alla quale hanno partecipato le componenti cosiddette “ribelli”: Dilettanti, Lega Pro, Aic e Aia avevano infatti chiesto più volte la fine del commissariamento e il voto, fori del loro 73% elettorale.


miccichè
“Mi auguro che ci sarà un candidato unico, è stata la nostra richiesta ribadendo ovviamente il ruolo di leadership che non può non avere la Serie A”. Così il presidente della Lega di serie A, Gaetano Micciché, al termine dell’incontro. “I rappresentanti delle altre leghe, dei calciatori, degli allenatori e degli arbitri sono consci di questo tema e dell’importanza che il mondo del calcio ha per tutto lo sport italiano. Se abbiamo proposto dei nomi per la presidenza? No, non se ne è parlato, ma ci rivedremo entro una settimana e si parlerà anche di nomi perché spero che arriveremo a una candidatura unitaria”.

Gravina
“Sui punti non ci possono essere dubbi, c’è sintonia su tutto. Il 73% farà la sua proposta e gli altri valuteranno il nome. Fermo restando che sul tema dei contenuti siamo in linea su tutto”. Queste invece le parole del presidente della Lega Pro. “Il nome del 73% – ha comunque precisato Gravina – lo faremo alle altre componenti quando ci sarà certezza sul custode di quei valori individuati sulla piattaforma programmatica comune. Se gli altri non dovessero essere in sintonia sul nome significa che ci dovrà essere un confronto elettorale su due nomi distinti. Noi auspichiamo che ci sia una candidatura unica”. Sulla volontà di riconoscere una leadership alla Lega di A nella figura di governance, come richiesto anche dal suo presidente Micciché, il numero uno della Lega Pro conclude così: «La leadership si dimostra con i comportamenti, non con il peso elettorale. Se la Lega di A si confronta e dimostra sul campo questa leadership, come sta facendo ultimamente con la presidenza di Micciché, noi gliela riconosceremo. Come gli riconosciamo una sorta di golden share su temi specifici”.

 Gasport 

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