figlia impiega 40 minuti per riuscire a contattare il 112


Quando ha visto il padre riverso a terra dopo un improvviso ictus ha cercato subito di chiamare il numero unico delle emergenze 112 ma per ben 40 minuti non ci è riuscita ritrovandosi di fronte a una melodia preregistrata e a conseguente interruzione della chiamata. È quanto accaduto nei giorni scorsi ad una donna torinese che voleva assistenza medica per l’anziano padre che poi si è scoperto essere alle prese con un ictus. La denuncia arriva dai sindacati dei vigili del fuoco (Conapo, Uil Pa VVf, Fns Cisl, Confsal), della polizia (Siulp, Siap e Sap) e degli infermieri (Nursind) che lamentano una pesante inadeguatezza  della struttura del numero unico in casi di disastri naturali o tragedie di grandi dimensioni. La colpa dell’assurdo ritardo per rispondere alla richiesta di aiuto della donna infatti sarebbe da cercare proprio nell’intasamento delle linee telefoniche del centralino a causa della ondata di maltempo che ha colpito l’Italia.

Non tutte le chiamate infatti erano situazioni di emergenza e spesso si richiedeva solo l’intervento dei pompieri per allagamenti di scantinati e cantine ma questo ha pregiudicato però un immediato intervento in situazioni dove era necessario accorrere subito come il caso dell’uomo con ictus. “Le priorità del soccorso pubblico non sembrerebbero condivise dalle istituzioni che ci rappresentano perché un modello che convoglia nello stesso calderone un tetto pericolante, una cantina allagata, una richiesta di informazioni o, come nel nostro caso, un grave problema di salute, è quanto di più distante dall’idea di un sistema di emergenza efficace” attaccano i sindacati degli operatori dell’emergenza, aggiungendo: “L’imbuto delle comunicazioni telefoniche si basa sulla buona sorte di chi per primo troverà la linea libera”. L’anziano paziente torinese alla fine è arrivato in ospedale in codice rosso un’ora dopo la prima chiamata ed è ancora ricoverato in gravo condizioni.


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