Fiorentina, da Gerson e Pjaca si riparte per puntare all’Europa


Stefano Pioli, allenatore della Fiorentina, incoraggia l’attaccante Pjaca. Getty

Stefano Pioli, allenatore della Fiorentina, incoraggia l’attaccante Pjaca. Getty

Metti una squadra giovane e rivoluzionata che azzera il ciclo precedente per ripartire con giocatori motivati, talentuosi, e con grande potenziale. Crea lo scheletro base del futuro. E ogni stagione aggiungi pedine mirate per crescere come collettivo migliorando la classifica. Il piano viola iniziato un anno e mezzo fa era piuttosto chiaro e sulla carta attraente. La prima parte del percorso filata via liscia con l’arrivo di giocatori come Veretout, Simeone, Pezzella, Milenkovic, Benassi, Biraghi e Vitor Hugo ad aggiungersi alla stellina di casa, Federico Chiesa. Questa estate via alla fase due. L’arrivo di calciatori in grado di innalzare ulteriormente il livello generale con le proprie qualit per riportare la Fiorentina in Europa. Il mirino stato puntato su Pjaca della Juventus e Gerson della Roma.

RENDIMENTO
Premessa. Intorno ai due talenti in cerca di riscatto dopo i rispettivi problemi, la fiducia ancora altissima. Sia da parte dello staff tecnico (partendo da Pioli) che da quello dirigenziale (Corvino e Freitas). Il percorso che deve portare per la Viola ad un livello successivo si sta rivelando pi complicato del previsto: anche se delle difficolt (dovute ad esempio all’et media incredibilmente bassa) erano attese. Marko Pjaca stato inseguito per tutta l’estate. Il matrimonio consacrato quando molti cominciavano a non crederci pi e culminato con la consegna della preziosa maglia numero 10. Il croato considerato perfetto per completare un tridente giovane e dall’incredibile potenziale come quello con Chiesa e Simeone. Al momento per, pi ombre che luci. Con pochi sprazzi del campione visto fino ad un paio di anni fa. Pjaca ha giocato undici delle 12 partite di campionato, sei delle quali dal primo minuto. Trovando un gol (con la Spal), ma pochissima continuit tecnica.


BLOCCATO
Non passa conferenza stampa in cui a Pioli non si chieda lo stato di salute del 10. “Sta bene, migliora, deve solo sbloccarsi mentalmente, provare le sue giocate e divertirsi di pi” il mantra del tecnico. In campo per, il croato non riesce ancora a fare la differenza e lui per primo ne cosciente. Forse schiacciato dalla pressione, forse dalla voglia di tornare a sentirsi come prima dei vari infortuni, la mente non pare sgombra e le gambe girano il giusto. Pioli ha provato molto, quasi tutto. Farlo partire dalla panchina, poi titolare, prima a sinistra, infine a destra. Esperimenti ancora rimandati. Il talento per l, basta vederlo. E, dicono in viola, aspettarlo. Cos faranno. Ma da lui tutto l’ambiente pretende di pi.

sprazzi gerson
Un po’ meglio andato Gerson. Tra grandi partite, stecche e gare nella norma la media della prima parte di stagione porta ad una sufficienza striminzita. Dovendo per essere uno dei prescelti per il salto di qualit il ‘seuccio’ non pu’ bastare. Ha giocato tutte le gare, dieci delle quali dal primo minuto, segnando un gol (Chievo). Dando la tipica impressione di chi bravo ma girando due viti potrebbe davvero fare molto di pi. Corre pi del previsto, ma determina di meno. E tira anche troppo poco verso la porta. Qualcuno suggerisce di alzarlo, provandolo nel tridente d’attacco. Per Pioli ad ora resta una mezzala. Ma Benassi (5 gol) e Veretout (sempre tra i migliori) in mezzo convincono pi di lui. La Fiorentina ha vinto una sola partita delle ultime sette e non certo soltanto colpa loro. La classifica non fluida e le concorrenti per l’Europa sono tutte ancora l. Per serve un’accelerata. Quel piede sul gas che i nuovi arrivati dovevano aiutare a schiacciare. La Fiorentina li aspetta. Ma servono segnali. Ed anche in fretta.

 Giovanni Sardelli 

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