Fondi Lega sequestrati | Reazioni | Salvini | PD


Il PD chiede anche un commento al MoVimento 5 Stelle.

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Non hanno tardato ad arrivare le reazioni del mondo della politica alla decisione del Tribunale del Riesame di Genova di confermare il sequestro dei fondi della Lega. Il commento più atteso era ovviamente quello del leader del Carroccio, Matteo Salvini, che ha detto:

“È una vicenda del passato, sono tranquillo. Gli avvocati faranno le loro scelte: se vogliono toglierci tutto facciano pure, gli italiani sono con noi. Continuo a lavorare, i processi e le storie del passato che riguardano fatti di otto o dieci anni fa non mi appassionano. Spero che la Procura di Genova si impegni sulla tragedia di Ponte Morandi”

Salvini ha incassato la solidarietà di Forza Italia. La capogruppo alla Camera Mariastella Gelimini ha detto che “non si può sequestra un partito”, Francesco Giro ha definito la sentenza “orribile” e Maurizio Lupi ha parlato di “vulnus alla democrazia”.

Invece il Pd va all’attacco. Il capogruppo dei senatori Andrea Marcucci ha scritto sui social network:

“Parla bene e razzola molto male. Ora non ha più giustificazioni. La Lega restituisca allo Stato 49 milioni”

E ha usato l’hashtag #legaladrona, ricordando un vecchio slogan della Lega Nord di Umberto Bossi “Roma padrona”. Il senatore Antonio Misani chiede un commento al MoVimento 5 Stelle, che una volta era così solerte a puntare il dito contro le malefatte dei politici, mentre il vicepresidente della Camera Ettore Rosato si rivolge direttamente al vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio:

“Erano soldi dei cittadini e vanno restituiti. Lo dice il Tribunale del riesame che conferma il sequestro di 49 milioni di euro alla Lega, che usò illecitamente i finanziamenti pubblici. Luigi Di Maio, ci aiuti in questa battaglia di legalità?”

Per quanto riguarda Liberi e Uguali, Roberto Speranza (ex Pd) ha detto che le “sentenze non si commentano, ma si rispettano sempre” e ha aggiunto che nessuno si può sentire al di sopra della legge per le funzioni che ricopre o per il consenso che ottiene.




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