Fortunato: “Ora Atalanta in CL. Gasp via? È il suo ultimo treno” – La Gazzetta dello Sport


Ex centrocampista, ha giocato in nerazzurro dal 1987 al 1989 e dal 1994 al 1997 e in bianconero dal 1989 al 1991. “Ma ho la Dea nel cuore”

Francesco Fontana
@fontafrancesco1

“Ero quasi certo della vittoria, ma quel rigore…”. Ovvero, la grande macchia di un match combattuto tra due squadre che si sono affrontate faccia a faccia: “Al netto di quanto dimostrato, l’Atalanta partiva come favorita. In una finale, però, i valori si azzerano. E la Lazio ha fatto la sua partita”. È l’analisi di Daniele Fortunato. Classe ’63, ex centrocampista con 183 presenze ufficiali e 19 gol in nerazzurro dal 1987 al 1989 e dal 1994 al 1997. Colori che tra qualche mese sogna di ammirare nell’Europa più bella: “Altri 4 punti per la Champions, possono farcela. Non dico tranquillamente, ma quasi”. Prima del Sassuolo (avversario il 26 maggio, data ancora da confermare) c’è la Juventus, con la quale vinse Coppa Italia e Uefa nel 1990 (in totale 58 match e 4 reti dal 1989 al 1991): “Annata negativa? Parliamone: il livello della A è molto basso, poi se prendi un certo Ronaldo…”.

Fortunato, domenica si gioca la sfida delle motivazioni.
“Infatti è indecifrabile, proprio questo. Allegri ha vinto lo Scudetto da un po’, Gasperini viaggia per un traguardo storico. Sarà fondamentale la reazione della squadra dopo il k.o. con la Lazio”.

Anche lei, nel 1996, perse una finale di Coppa Italia.
“Fu diverso, la Fiorentina vinse 1-0 in casa e 2-0 a Bergamo. Era superiore, noi avevamo conquistato la salvezza a fine campionato e quelle due gare furono un qualcosa in più, diciamo la ‘ciliegina sulla torta’. All’Olimpico, invece, l’Atalanta arrivava da favorita”.

L’episodio di Bastos ha fatto parecchio rumore…
“Braccio evidente, rigore netto e conseguente espulsione. Se fosse andata così, probabilmente la partita avrebbe avuto un’altra storia. Per la Lazio sarebbe stato devastante giocare un tempo e mezzo in inferiorità numerica e, magari, sotto 1-0”.

Ora a Bergamo sognano 4 punti: sensazioni?
“Non ho idea di che Juventus possa trovare, nelle ultime uscite pare abbia un po’ rallentato, ma strappare un pareggio e battere il Sassuolo è possibile. Il quarto posto sarebbe un’impresa straordinaria, io sono ottimista e faccio il tifo”.

Nel frattempo si parla del futuro di Gasperini.
“Premetto che l’Atalanta non è più una provinciale da tempo, ma bisogna ammettere che Juve, Inter, Milan, Napoli e Roma hanno un appeal diverso. E sinceramente, a 61 anni, non perderei un treno del genere. Potrebbe essere l’ultimo per riprovarci in una big”.

Tornando alla Juve, che stagione è stata? I dubbi, nonostante lo Scudetto, restano.
“Vincere il campionato è sempre un grande risultato, purtroppo paga il fatto di giocare contro avversari di basso livello. Non c’è concorrenza, forse questo è stato un problema anche in Europa. Prendi Ronaldo ed esci ai quarti, qualche domanda sorge spontanea. Se oggi ad Agnelli dicessero: ‘L’anno prossimo arrivi terzo, ma vinci la Champions’, sono convinto che firmerebbe subito”.

Per chiudere, domenica da che parte starà?
“Sono affezionato alla Juve, ovviamente, ma l’Atalanta è nel cuore. Non vorrei mai più rivivere serate come Copenaghen o quella di mercoledì, spero diventi una delle squadre più forti del mondo. Quindi, pure a Torino, forza Dea. E avanti per la Champions”.




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