Francia, Macron lancia il reddito universale di attività per sconfiggere la povertà


Si chiama reddito universale di attività la misura presentata oggi dal presidente francese Emmanuel Macron. Illustrato nel quadro del nuovo piano anti-povertà, il provvedimento vuole garantire che tutta la popolazione possa “vivere degnamente”, ha dichiarato il capo dell’Eliseo. Dovrebbe diventare legge entro il 2020 e varrà per tutti coloro il cui reddito scenderà sotto una determinata soglia.

Il piano, che prevede lo stanziamento di 8 miliardi in quattro anni, ha l’obiettivo di aiutare in particolare le madri che tornano al lavoro, ma anche di offrire agevolazioni per gli alloggi, gli impieghi, gli aiuti sociali. Si propone poi di aggiungere la colazione a scuola per i bimbi che vivono nella aree povere del paese e infine l’estensione della scuola dell’obbligo fino ai 18 anni (rispetto alla soglia attuale dei 16 anni) o in alternativa tirocini. Il presidente ha già proceduto, nei quartieri più problematici, allo sdoppiamento delle classi di prima e seconda elementare, perché gli insegnanti abbiano più tempo per seguire i bambini più bisognosi. “Sarà un meccanismo semplice, equo e trasparente. Uniremo il maggior numero di benefici sociali per fornire finalmente una risposta unica. Si tratta anche di far tornare le persone al lavoro. Questa forma di aiuto sarà un contratto di impegno e di responsabilità reciproca”, ha spiegato Macron. Verrà inoltre presentato un percorso di inserimento al lavoro in cui “sarà impossibile rifiutare più di 2 offerte di lavoro ragionevoli”.

Il 14% della popolazione francese oggi vive in condizioni di povertà, e di questa percentuale un terzo sono bambini. Lo scopo del “presidente dei ricchi”, come viene denominato dall’opposizione e da parte della stampa, è quindi quello di debellare la povertà in Francia e così “garantire una soglia minima di dignità a tutti”.

La misura richiama il reddito di cittadinanza M5s

Il piano di reddito universale di attività sembra seguire la linea del reddito di cittadinanza proposto dal Movimento 5 Stelle. La manovra italiana, che secondo quanto dichiarato dal ministro del Lavoro Luigi Di Maio dovrebbe essere inserita nella legge di Bilancio, è un aiuto economico destinato a 9 milioni di persone che si trovano privi di reddito o che hanno redditi troppo bassi. È quindi una misura che vuole combattere la povertà, la disuguaglianza e l’esclusione sociale tramite l’erogazione di un contributo economico che dovrebbe essere di circa 780€. Allo stesso tempo, chi lo riceve dovrà impegnarsi a formarsi e ad accettare almeno una delle prime tre proposte di lavoro che gli verranno presentate dal centro per l’impiego. Il primo importante step nella proposta pentastellata, infatti, sarà quello di potenziare i centri per l’impiego visto che ricopriranno un ruolo di controllo fondamentale nell’intera struttura.

Ci sono quindi delle somiglianze tra la proposta italiana e quella francese, infatti il vicepremier Di Maio sul suo profilo Facebook si è dichiarato contento di vedere come il programma di Macron riprenda l’idea di reddito di cittadinanza del M5S:

Sono contento che Macron abbia deciso di seguire la linea che il MoVimento 5 Stelle ha iniziato a tracciare, annunciando l’istituzione del Reddito di Cittadinanza anche in Francia. Lui lo farà nel 2020, noi lo metteremo il prossimo mese nella legge di Bilancio. Come per quello italiano, anche in quello francese ci saranno doveri da rispettare, come è giusto che sia. Il Reddito di Cittadinanza non serve a stare sul divano. Spero che anche gli altri Paesi UE inizino a mettere al primo posto gli interessi dei cittadini più deboli. Il 4 marzo gli italiani hanno votato in massa per mandare a casa chi se ne è fregato per anni di milioni di poveri e vedere riconosciuto questo diritto. Questo governo finalmente lo farà!


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