Gasp, ragione e sentimento: un no alle big e il progetto-sogno un’Atalanta big – La Gazzetta dello Sport


Il tecnico del terzo posto ha ottenuto un adeguamento dell’ingaggio, la conferma dei pezzi pregiati e un progetto tecnico stabile: così a Bergamo cuore e futuro vanno a braccetto

Il carattere (decisamente forte, anche fumantino) resterà. In fin dei conti, è la sua forza. Ciò che gli ha permesso di scrivere la storia regalando a Bergamo la prima qualificazione in Champions League. Gasperini è così, ma quello “nuovo” è andato oltre: a questa vincente esplosività ha affiancato il giusto mix di ragione e sentimento. E così ha detto “no” alla proposta della Roma, al contempo alla rivincita (ma solo per i critici) sull’Inter e alla possibilità, a 61 anni, di salire probabilmente sull’ultimo treno utile per una grande. Una big che, risultati alla mano, già allena e che gli garantirà anche un ingaggio da tecnico top. Status raggiunto con il super Genoa di Thiago Motta e Milito, rafforzato nelle ultime, strepitose, stagioni con l’Atalanta.

L’INTER “FORTIFICA”

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Addio ai “vecchi” 1,5 milioni di euro, patron Percassi lo ha premiato toccando quota 2,2 milioni fino al 30 giugno 2022. È l’ennesimo riconoscimento dall’estate 2016, momento dell’arrivo a Zingonia dopo la fine della seconda esperienza a Marassi. Da queste parti ha clamorosamente alzato l’asticella. Tanti saluti all’obiettivo-salvezza, benvenuta Europa League, il traguardo al quale anche quest’anno pensava. Si è superato con la Champions, competizione dei sogni solo sfiorata con l’Inter nel 2011-2012: k.o. 0-1 in casa contro il Trabzonspor (14 settembre 2011), pochi giorni dopo ecco l’esonero di Moratti dopo un’altra sconfitta, questa volta in campionato. Con il 3-1 di Novara (20 settembre) si chiuse la brevissima esperienza di Milano (nessuna vittoria in una settantina di giorni). Una macchia indelebile per tanti, non per il mister che è ripartito in silenzio. Lavorando. E tra il Grifone-bis (2013-2016, in archivio un 13°, 6° e 11° posto) e Bergamo si è preso la rivincita più bella.

UNA DEA PIÙ FORTE

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Così grande da potersi permettere di rifiutare la Capitale. Questione di sentimento, ma soprattutto di futuro. Troppo rischioso buttarsi in un’avventura di certo intrigante come quella giallorossa, ma senza le certezze che questa super Atalanta può garantire: società solida e presente, un nuovo stadio (dal 1° luglio si chiamerà “Gewiss”) pronto nel 2021 e una rosa che, oltre a non essere smantellata, verrà rinforzata: permanenza dei big (si valuterebbero solo offerte clamorose) e acquisto di 2-3 elementi di livello (le priorità sono un centrocampista, un esterno offensivo e un nuovo centravanti). Questa la promessa fatta dal presidente Antonio Percassi nella giornata di ieri, presente con il figlio e a.d. Luca e il direttore operativo Roberto Spagnolo nell’incontro che tra le 11 e le 13.30 ha portato al rinnovo più atteso.

LA SFIDA PIÙ DURA

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Il primo a saperlo è Gasperini, che evidentemente (magari anche solo per un istante) si sarà ricordato dell’Inter. Non per chissà quale voglia di rivincita, ma per non commettere più certi “errori”. Per informazioni, dare un’occhiata proprio all’era post-Mourinho: una proprietà intenzionata a cedere e un progetto tecnico poco stabile. Un punto, quest’ultimo, in comune con la Roma attuale. Giusto, quindi, proseguire con gli stessi colori. E chi parla già di “comfort zone”, si sbaglia di grosso. Dopo uno storico terzo posto, si punta alla conferma in campionato e a stupire tutti pure negli stadi europei più importanti: senza dubbio, non potrebbe esserci sfida più difficile e affascinante. Una di quelle che piacciono al “nuovo” Gasp. Uomo dal carattere forte, da oggi anche romantico e innamorato della sua Dea. Con lei ripartirà, un’altra volta. Per stupire, come sempre.


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