Gasperini: “Senza l’eliminazione di Copenaghen non saremmo qui” – La Gazzetta dello Sport


L’allenatore dell’Atalanta ha parlato prima della partita con il Sassuolo che potrebbe regalare ai bergamaschi la prima qualificazione in Champions League

Terzo posto a quota 66 punti. Gli stessi dell’Inter, ma dietro per gli scontri diretti sfavorevoli. A -1 c’è il Milan. Empoli e Spal le avversarie di Spalletti e Gattuso, che di certo penseranno al “Mapei Stadium” di Reggio Emilia. Perché Gasperini è padrone del proprio destino, con 3 punti contro il Sassuolo la sua Atalanta centrerebbe la prima qualificazione in Champions League: “Sarebbe il punto esclamativo a una stagione che diventerebbe storica”, spiega nella conferenza della vigilia. Così, invece, a chi gli ricorda il periodo post-Copenaghen: “Eravamo sotto in classifica, dal Chievo abbiamo cambiato ritmo arrivando a gennaio in corsa per tutto. È stata una bella cavalcata. La svolta? Il 2-1 di Napoli. Si parla molto della nostra capacità di giocare bene, ma alla fine conta il risultato”.

RAGAZZI SUPER

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Per tanti il segreto della Dea è proprio la mentalità. Offensiva, si difende e si attacca in undici: “Abbiamo battuto anche le più forti – prosegue il tecnico -. I complimenti al sottoscritto fanno piacere, ma vorrei estenderli ai ragazzi. Sono stati eccezionali, ricordo il dato dei gol segnati in stagione: 100, una cosa straordinaria. È un primato che vorrei mantenere”. Sul fattore-campo, la sincerità del Gasp: “Ovviamente avrei preferito giocare a Bergamo, soprattutto in una serata così speciale, ma sappiamo che dietro a questa decisione ci sono i lavori per il nuovo stadio. Quindi accettiamo, come dire, questo tipo di disagio”.

CON COPENAGHEN

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Tensione in vista di domani? Nulla da fare, a Zingonia non sanno cosa sia: “Normale che ci sia, ma in senso positivo. Abbiamo sempre pensato di poter lottare per l’Europa League, oggi la Champions è vicina. Ed è una cosa bellissima”. Anche domani, come a Roma nella finale di Coppa Italia, ci sarà un vero e proprio esodo: “I tifosi ci sono sempre stati, già dal primo match ufficiale con il Sarajevo. Non posso fare altro che ringraziarli”. Gasperini ricorda la notte di Copenaghen: “Sarò onesto: senza quella eliminazione non avremmo disputato un’annata del genere. Da tempo siamo sul pezzo senza fermarci”. Il segreto? “Alleno professionisti esemplari, che credono nel nostro metodo di lavoro”. Tutto qui? Certo che no…

OLTRE OGNI LIMITE

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Senza il sorriso, non si andrebbe da nessuna parte: “Fondamentale il divertimento, sta alla base di tutto. Ogni cosa parte da lì. Per questo, lo ripeto, dico bravi ai giocatori. Quante gare hanno pareggiato e vinto partendo da una situazione di svantaggio? Sono sempre andati avanti seguendo un certo percorso, diciamo uno ‘spartito’ ben definito. Questo è stato determinante”. Applausi per il Sassuolo: “In passato hanno raggiunto l’Europa. Poi hanno incontrato delle difficoltà, ma si sono ripresi. È un club sano, un esempio da seguire. Dovremo giocare al massimo per vincere la partita”. Per la Dea la stagione sarebbe positiva anche senza Champions? “Beh… A questo punto sarebbe meglio arrivare in fondo – chiude Gasperini sorridendo -. Spesso vincere non è l’unica cosa che conta, dipende anche dagli obiettivi di ognuno. Di certo è motivante cercare di superare i propri limiti. Nello sport, come nella vita”.


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