Gattuso e il Milan di oggi e ieri: “Cambia la musica: noi ascoltavamo Pupo”


Per Rino Gattuso non un buon momento, si sa, ma almeno in questo luned sera senza campo c’ spazio per qualche risata. L’allenatore del Milan era ospite alla presentazione del libro “Da Calciopoli ai Pink Floyd” di Alberto Costa e si divertito a snocciolare parecchi aneddoti sulla sua esperienza da calciatore prima e tecnico poi.

Rino Gattuso ieri in panchina durante Torino-Milan. Getty

Rino Gattuso ieri in panchina durante Torino-Milan. Getty

presente e passato
“La salvezza del Milan era sempre stata il rispetto delle regole. Poche volte serviva l’intervento di Galliani e Berlusconi. C’era una grande mentalit, una grande storia. E si rispettava la storia. Ora si fa pi fatica. La mentalit dei giocatori cambiata”, spiega Gattuso. Che poi continua. “Quando sono andato via avevo capito che era cambiato qualcosa. Facevo fatica a parlare la lingua che per tanti anni avevo sentito. Il primo giorno a Milanello mi feci la barba, lasciai due peli nel lavandino… Presi due schiaffi in testa da Costacurta, capivi subito la mentalit. Ora diverso e piano piano si pu lavorare per far ritrovare quella che era prima. I tempi sono cambiati, si possono trovare ragazzi che hanno voglia di migliorarsi, di costruire qualcosa ma un allenatore deve avere anche la fortuna di trovarli”. Un concetto confermato anche da Carlo Ancelotti presente in sala: “Ora pi difficile allenare rispetto a venti anni fa. Non c’ senso di aggregazione”.


tutta un’altra musica
I tempi sono cambiati anche in altre piccole cose, come la musica. “Prima in spogliatoio si ascoltava solo musica italiana, oggi se metti qualcosa di italiano si mettono a ridere. C’ solo roba straniera, hip hop, se metto Pupo tutti ridono. Hanno tutti le cuffie, magari si guardano anche le partite inglesi o spagnole che giocano in altri orari. Sono loro abitudini, cambiato tutto. ognuno pensa al suo orticello, a fare le cose come abituato a fare. Ma una problematica che hanno tutti in Serie A, in tutti gli spogliatoi. Nel 1999 la musica non si metteva e si stava concentrati. Ho provato anche da allenatore a toglierla, ma piace a tanti anche se mi d fastidio personalmente. Quindi ho fatto io un passo indietro, anche se forse meglio ascoltare Pupo che la schifezza che passa adesso (ride, ndr)”.

la rissa ibra-onyewu
Tante vittorie da calciatore, ma anche attimi di paura per Ringhio. Come il giorno della rissa Ibrahimovic-Onyewu a Milanello. Uno scontro da far invidia ai pesi massimi della boxe per centimetri e chili di muscoli. Gattuso ci si butt in mezzo per fare da paciere… “Ci eravamo spostati su un campo diverso dal solito, c’era gente e loro due si sono presi. Pesavano cento chili l’uno, ho visto degli schiaffi che mi avrebbero ammazzato (ride, ndr). Da eroe sono andato comunque l a dividerli, ho preso anche qualche calcio. Sono stati mezz’ora, si sono sfogati. A Ibra passava subito, non portava rancore”.

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campione
Aneddoti, ma anche il Ringhio pensiero. Come si diventa un campione? “Per essere grandi campioni bisogna essere coerenti, anche fuori dal campo e non basta mai il talento. Uno che non salta mai l’allenamento, che coerente, che arriva sempre puntuale, che fa il suo lavoro a 360 gradi, che rispetta ogni regola, pu diventare un campione. Per questo dico che Maldini stato il pi forte al mondo, perch era sempre sul pezzo. Avrebbe potuto vivere di rendita e invece non ha mai mollato niente”. Anche Gattuso, sebbene con doti di diverso peso, ha lasciato un segno nel ciclo del Milan ancelottiano. “Nella vita ho sempre pensato di diventare il pi forte del mio ruolo, recuperare palloni e fare l’incontrista, ho sempre voluto migliorarmi. Poi non era vero che non avevo qualit, per sapevo i miei limiti e dovevo mettermi a disposizione del gruppo”.

 Gasport 

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