“Gattuso via? Ora non ha senso. Spero ci sia un progetto”


Clarence Seedorf, 43 anni. AP

Clarence Seedorf, 43 anni. AP

Clarence Seedorf si schiera dalla parte di Gattuso. L’ex giocatore ed allenatore del Milan ha preso le parti dell’attuale tecnico rossonero in un intervento su Radio Rai 1 all’interno del programma Radio Anch’io Sport: “Non penso che mandare via un allenatore a fine stagione abbia senso, la storia dice che il pi delle volte non cambia nulla. Per la tranquillit del Milan spero proprio che non succeda, anche perch non se lo merita e sinora ha fatto un ottimo lavoro”.

LA SCONFITTA DI TORINO
L’olandese ha poi proseguito analizzando il k.o. di ieri sera: “Andare a Torino sempre complicato per tutti, e adesso anche di pi. La strada del Milan non cambiata dopo la partita di ieri. Faccio i miei complimenti a Mazzarri, era un match complicato per il Milan, che nel primo tempo stato in partita. Ci sono tante squadre che vogliono entrare in Champions League e il Milan deve continuare a crederci”.



IL PROGETTO MILAN
L’attuale tecnico del Camerun si soffermato sul progetto Milan, ricordando la scarsa coesione ai tempi della sua permanenza sulla panchina rossonera: “Per il progetto Milan, che spero ci sia, non si pu pensare di ottenere tutto subito al primo anno. Devono puntare su un progetto che vada al di l di una stagione per riportare il Milan dove tutti vogliono. Ci vuole calma e unione fino in fondo, non serve cambiare sempre allenatore e rosa. Il Milan ancora in zona Champions, bisogna dimostrare una unione che, quando c’ero io, non c’ stata. Internamente si pu dire tutto, ma serve quella coesione che poi si riflette in campo e sui tifosi”.

CAPITOLO RAZZISMO
Infine Seedorf ha speso qualche parola sul team razzismo, uno dei pi caldi di questa stagione: “L’Italia un Paese razzista? Fa rabbia vedere certi episodi. Il razzismo per fortuna portato avanti da piccoli gruppi. La maggior parte dei tifosi presenti allo stadio non razzista e i giocatori devono dar loro lo spettacolo sul campo. Non si deve uscire dal campo. La rabbia vedere chi non fa i cori razzisti non intervenire nei confronti della minoranza. Interrompere le gare? No. Bisogna trovare il modo di intervenire durante l’atto del coro razzista. Cosa sta facendo la Federazione per intervenire? Anche i club devono fare la loro. I tifosi razzisti non devono entrare allo stadio. Il sistema troppo passivo. Con la tecnologia che abbiamo possono essere identificati ed espulsi dallo stadio per sempre. Anche a Cagliari i giocatori hanno sbagliato. Bonucci non doveva fare cos per il caso Kean. Resto dell’idea che questi individui non debbano pi entrare allo stadio”.

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