Genova, come sarà il nuovo ponte Morandi


“Il nuovo Morandi non può essere un ponte normale. Visto il dolore che ha provocato, vogliamo costruire un simbolo per il futuro della città”

nuovo ponte di Genova

Nel giorno in cui sono stati resi noti i nomi degli indagati per il crollo del viadotto Morandi a Genova, il governatore Giovanni Toti ha fatto una promessa davvero importante: il nuovo ponte di Genova sarà costruito entro poco più di 12 mesi.

L’occasione è stata la conferenza che ha visto la partecipazione del Comune di Genova, della Regione Liguria, dei vertici di Fincantieri e Autostrade, Giovanni Bono e Giovanni Castellucci, e dell’architetto Renzo Piano, che ha ufficialmente presentato il progetto del nuovo ponte:

Genova avrà un nuovo ponte sul torrente Polcevera entro ottobre 2019, novembre al massimo. Il nuovo Morandi non può essere un ponte normale. Visto il dolore che ha provocato, vogliamo costruire un simbolo per il futuro della città. Il progetto di Piano rappresenta l’essenzialità ligure ricca di significato, sarà costruito velocemente.

Piano ha promesso che il nuovo ponte “dovrà durare mille anni, e non è una battuta“:

I muri devono crollare, i ponti mai. Questo ponte deve infiammare il nostro immaginario. Il ponte deve confortare la città, sarà di acciaio e un colore chiaro, vicino al bianco, come fosse una nave. Non una bellezza cosmetica, ma essenza, come è giusto che sia a Genova. Il ponte deve celebrare in modo sottile, ma non retorico, il fatto che la città è stata teatro di una tragedia. I piloni penso sempre più che saranno di acciaio, saranno abbastanza sottili, per avere una presenza intelligente.

Alle promesse fatte oggi in conferenza stampa, però, dovranno seguire quanto prima i fatti. Il primo passo, mentre si definisce la progettazione del nuovo ponte che, stando a quanto dichiarato dall’amministratore delegato di Autostrade per l’Italia vedrà comunque il coinvolgimento della società, è quello di demolire la parte rimasta in piedi.

Toti ha spiegato che si sta ancora valutando come agire, non è chiaro se sia più pratico farne esplodere una parte in modo controllato o se smontarlo pezzo per pezzo. Tutto sarà deciso nel minor tempo possibile, così da velocizzare anche il processo di ricostruzione.

Foto | Facebook




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