Giovani Ghinelli scomparso da Bologna, dopo 11 anni la mamma chiamata per il DNA


La speranza della verità si è riaccesa per i familiari di Giovanni Ghinelli, il giovane infermiere scomparso misteriosamente nel febbraio 2007 a Bologna. La Polizia scientifica ha infatti contattato la madre di Giovanni per chiedere un campione di DNA per un accertamento non ripetibile fissato per il prossimo 17 settembre. Il codice ottenuto dal campione verrà conservato nella banca dati ufficiale delle persone scomparse e potrà essere utilizzato per un confronto con i corpi senza nome che verranno ritrovati.

Trentatré anni al momento della scomparsa, Giovanni, è stato visto per l’ultima volta dai genitori intorno alle 18.00 del 13 febbraio 2007, quando il giovane, che viaggiava in auto con loro per dirigersi fuori Bologna, ha approfittato della fermata a un incrocio per precipitarsi fuori dall’auto e tornare in centro. Da allora di lui non si sono avute più notizie, sebbene il suo zaino sia stato ritrovato qualche tempo dopo in riva al fiume Reno, in località Cento. Nello zaino, misteriosamente smarrito una volta giunto in caserma, dove non è mai stata registrata la sua ricezione, erano presenti i documenti di identità e il tesserino da infermiere.

Recuperato il cellulare – riaccesosi al momento del ritrovamento dal ragazzo che lo ha consegnato alla polizia insieme allo zaino – che però non ha fornito elementi investigativi utili. Dragato anche il fiume Reno, più recentemente battuto per un lungo tratto anche nel corso di un operazione di ricerca organizzata dall’associazione Penelope.


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