Giovani promesse, Chiesa il migliore del 21° turno. Il faro della gioventù azzurra


Federico Chiesa, 21 anni, festeggia uno dei due gol segnati al Chievo. Getty

Federico Chiesa, 21 anni, festeggia uno dei due gol segnati al Chievo. Getty

Da giovane promessa a giovane realtà il percorso può essere lungo e tortuoso. Ma Federico Chiesa non perde occasione per dimostrare di avere a disposizione una bussola perfettamente funzionante, che lo sta guidando spedito verso un Nord che rappresenta la definitiva consacrazione della sua carriera. Già, perché Federico è uno dei punti di riferimento della nouvelle vague azzurra, nonché il protagonista assoluto del sondaggio settimanale della Gazzetta dello Sport, che in collaborazione con Gillette ha dato il via all’iniziativa “Giovani promesse” per dare risalto ai migliori Under 23 della Serie A. La prestazione da trascinatore contro il Chievo, con una doppietta che ha permesso ad una Fiorentina rimasta in inferiorità numerica di portare a casa tre punti preziosi dalla trasferta del Bentegodi, gli è valsa la copertina della 21ª giornata. E il trend del 2018-19 di Chiesa è ben chiaro: se segna lui, i viola vincono. È stato così nel 6-1 inflitto proprio al Chievo nella giornata inaugurale, seguito dal 3-0 alla Spal e da quello che forse è fino a questo momento il gol più importante della sua stagione, il timbro dell’ 1-0 conquistato a San Siro contro il Milan. Una rete alla quale aveva fatto seguito un mese abbondante di digiuno, cancellato dalla doppietta che ha permesso alla Fiorentina di restare in scia al treno che porta all’Europa.
Chiesa festeggia indicando il numero di Astori: dedica speciale per la sue doppietta. Getty

Chiesa festeggia indicando il numero di Astori: dedica speciale per la sue doppietta. Getty

trascinatore
Contro il Chievo, i due gol sono stati lo specchio di una partita da vero e proprio punto di riferimento per la squadra di Pioli, convincendo i lettori a preferirlo a Pinamonti e Locatelli nel sondaggio settimanale. Chiesa ha guidato le voci statistiche di squadra per numero di tiri nello specchio (2 sui 5 totali dei viola) e di tiri respinti (3 sui 4 complessivi), risultando anche il migliore per falli subiti (3, a pari merito con Gerson e Veretout). Con cinque gol all’attivo è ad un solo centro dall’eguagliare il bottino in campionato della passata stagione (miglior dato della sua giovanissima carriera), ma se consideriamo anche le due reti in Coppa Italia quella in corso è già la sua migliore annata dal punto di vista realizzativo. Il tutto condito da 6 assist, che confermano la piacevole tendenza a rappresentare un trampolino di lancio ideale per i compagni.


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giovane veterano
Gli anni sulla carta d’identità sono appena ventuno, ma Chiesa viaggia a grandi passi verso il traguardo delle cento presenze da professionista, tutte con una maglia che per lui è una vera e propria seconda pelle. Dopo gli inizi alla Settignanese, a due passi da Coverciano, Federico si è vestito di viola a partire dalla categoria Pulcini. Un passaggio scritto nelle stelle, sulle orme di papà Enrico che quella maglia l’ha indossata dal 1999 al 2002. Una presenza costante ma mai invadente quella della famiglia, che lo ha accompagnato nel corso della sua irresistibile ascesa nel vivaio gigliato. Federico Guidi è stato il maestro capace di insegnargli l’importanza di un’applicazione costante nelle due fasi di gioco, aiutandolo a limare quelle pause che tendeva a concedersi troppo spesso da ragazzino e a farlo diventare quel martello di concentrazione e intensità che ammiriamo in campo ogni settimana. Paulo Sousa ha avuto la lucida follia di lanciarlo nel calcio dei grandi, consegnandogli una maglia da titolare allo Juventus Stadium in una partita che non può essere come le altre, in special modo per chi veste la maglia viola e fa il suo esordio in Serie A. L’ingresso in pianta stabile nella Nazionale maggiore e la fascia da capitano (indossata contro il Bologna) che a ventuno anni appena compiuti lo ha reso il secondo condottiero più giovane di sempre nella storia della Fiorentina, sono gli ultimi due indizi di un presente da grande e di un futuro da aspirante campione. Una promessa che è già realtà, per una delle stelline più brillanti del nuovo firmamento azzurro.


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