gol di Locatelli, Babacar e Matri


L’esultanza dei giocatori del Sassuolo dopo il gol del 2-0 ANSA

L’esultanza dei giocatori del Sassuolo dopo il gol del 2-0 ANSA

Roberto De Zerbi, tecnico del Sassuolo, in settimana non aveva gradito la cessione di Boateng al Barcellona e lo aveva detto chiaramente. Il lavoro da falso nueve dell’attaccante rigenerato gli serviva troppo. Ma così è andata, al di là dei problemi sentimentali del Boa con Melissa Satta e il tecnico si è messo al lavoro per modellare un 4-3-3 perfetto anche senza il ghanese. Nessun problema, la squadra che sabato scorso ha spaventato a San Siro un’Inter salvata più volte da Handanovic è solida, concreta gioca bene e, soprattutto diverte. Troppa differenza col Cagliari di questi tempi che, senza Lucas Castro, ha fatto appena 7 punti in 8 partite (vincendone una sola col Genoa) e ha ottenuto un solo successo nelle ultime 10 gare. Male male. Non bastano i 12 calci d’angolo. Conoscendo il presidente Tommaso Giulini, qualcosa andrà aggiustata a livello di mentalità e dovrà essere il tecnico Rolando Maran ad assumersi la responsabilità di una risalita non facile visto che le prossime due sfide saranno con Atalanta (senza Barella squalificato) e Milan. Mentre il Sassuolo andrà a verificare altre ambizioni a Marassi col Genoa.

PRIMO TEMPO
De Zerbi, che ha Sensi squalificato, conferma la linea difensiva che ha fatto bene a San Siro contro l’Inter, ma in mezzo lascia Duncan in panchina e butta dentro dall’inizio il franco-marocchino formatosi Bourabia tra Bulgaria e Turchia (fa benissimo), davanti c’è Babacar al centro del tridente. Maran assomma altri guai: Bradaric accusa un fastidio muscolare in mattinata e non va neppure in panchina, così il padrone di casa Cigarini, che già vedeva aria di conferma, gioca davanti ai suoi parenti. Senza brillare. Altra novità: turno di riposo per Padoin, riappare dietro a sinistra il greco Lykogiannis che non giocava da fine novembre col Torino. La coppia difensiva è formata dal rientrante Ceppitelli e da Pisacane, mentre davanti c’è un’altra chance per Joao Pedro col litigioso Farias che resta a guardare. In tribuna a osservare i suoi giovani talenti c’è Gigi Di Biagio, ct dell’Under 21. Il Cagliari comincia guadagnandosi qualche angolo, ma dopo 9’ il Sassuolo va in vantaggio: tiro potente di Berardi che Cragno respinge davanti a Babacar e Locatelli che sono soli davanti a lui, è l’ex milanista che insacca. Il Cagliari va in svantaggio per l’undicesima volta in questo campionato. La reazione non c’è, il Sassuolo gioca che è un piacere, esce veloce in ripartenza, con tocchi di prima a tutta velocità, le fasce che producono e un tridente in costante movimento. Dopo 14’ il diffidato Barella becca il giallo e sulla punizione di Bourabia Cragno vola da campione. C’è il giallo anche per Peluso che, con Magnani, non concede nulla a Joao Pedro e Pavoletti. Il Cagliari sembra scomparire, Pisacane addirittura scivola innescando Babacar neutralizzato da Ceppitelli, ma nel recupero su un contatto Srna-Djuricic si fa male Pisacane e l’arbitro Irrati nella sosta forzata per l’infortunio va a consultare il VAR. E’ rigore: litigano Berardi e Babacar per la battuta, ma tira il secondo che segna, senza neppure ricevere l’abbraccio del compagno infuriato. Litigano ancora, ma il Sassuolo va al riposo sul 2-0. Letale per il Cagliari.


SECONDO TEMPO
Maran prova a correre ai ripari facendo entrare subito Farias per lo spento Lykogiannis e spostando Faragò terzino nel nuovo 4-4-2. Il Cagliari sembra avere un altro piglio ma in 10’ c’è solo una girata alta di Joao Pedro. Magnani e Peluso sono due giganti dietro. Il Sassuolo, invece, rallenta non può tenere il ritmo forsennato del primo tempo ma qualche pericolo lo crea ancora prima che da una parte e dall’altra comincino i cambi. Rogerio arriva un attimo in ritardo su un bel cross del solito Bourabia. Dentro Birsa (l’unico che produce qualcosa e pure un tiro pericoloso) per Cigarini e più tardi Padoin per l’irriconoscibile Srna) , dentro Matri, Duncan e Boga che è il più fresco di tutti e semina scompiglia, anzi nel finale si pure ipnotizzare da Cragno (il migliore dei suoi) con la palla del 3-0. Che arriva comunque a 3’ dal 90 con Alessandro Matri che chiude a porta vuota su un pallone messo in mezzo da Duncan

Dal nostro inviato Francesco Velluzzi 

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