Grosso all’ultima spiaggia. Setti, 19 milioni a Volpi?


Fabio Grosso, allenatore del Verona. LaPresse

Fabio Grosso, allenatore del Verona. LaPresse

Un debito multimilionario. Questo è l’oggetto delle cause intentate da Gabriele Volpi, magnate e patron dello Spezia, verso Maurizio Setti, presidente del Verona che stasera, col Palermo, in un Bentegodi svuotato dalla protesta della tifoseria per la gestione del club, prova a uscire dalla crisi che mina la panchina di Fabio Grosso.

LA VICENDALa pretesa del pagamento del debito (a cui Setti sarebbe stato condannato secondo l’articolo del QN-La Nazione) riguarda i rapporti intercorsi tra aziende guidate da Volpi e contenitori il cui titolare è Setti. In passato erano uscite diverse indiscrezioni, poi accompagnate da indagini specifiche, con il coinvolgimento della Procura federale, su un presunto ruolo di Volpi nel Verona, quale investitore occulto. Le tesi sono cadute, giungendo all’archiviazione, al termine dello svolgimento delle inchieste effettuate, e dopo che dagli organi inquirenti della FIGC era stato sentito Setti, che ha sempre negato qualsiasi nesso. Sono due le istanze presentate da Volpi, in precedenza in stretti rapporti di amicizia con lo stesso Setti (sintonia, in seguito, spezzata), e che intanto si è appoggiato a Gianpiero Fiorani, già dominus della Banca Popolare di Lodi. A lui è stato assegnato l’incarico di riorganizzare l’estesa galassia delle attività di Volpi — raccolte sotto il cappello della holding industriale “Orlean invest” —, secondo azionista di Carige e socio di maggioranza della “Intels”, gigante della logistica petrolifera con un colossale giro d’affari in Nigeria (stato di cui Volpi è cittadino onorario). Un procedimento è stato attivato per un prestito obbligazionario di 5 milioni di euro, su 10 complessivi, sottoscritto da una società di Volpi, la “San Rocco Immobiliare”, emesso dalla “HV7”, già controllante del Verona, ma dal 2016 sganciata dall’Hellas e acquisita dalla “Falco Investments”, con sede in Lussemburgo, riconducibile a Setti. L’iter processuale è in attesa che la Corte di Cassazione determini la competenza o meno del tribunale di Genova. Un verdetto è già stato pronunciato in primo grado in Lussemburgo, per la Falco, che Volpi – hanno ritenuto i giudici – tramite una società basata a Panama, la “Lonestar”, avrebbe finanziato, attingendo a delle obbligazioni emesse da un istituto di credito, per 6,3 milioni, su un prestito totale di 11,3.


la replica
Setti è intervenuto sull’argomento con una nota diramata via web: “Mi vedo costretto a ribadire, ancora una volta, come l’Hellas Verona FC non sia coinvolto in nessuna controversia e non abbia alcuna posizione debitoria verso Gabriele Volpi o società a lui riconducibili. È importante sottolineare come non esista ad oggi alcuna sentenza di condanna del Tribunale di Genova in merito ai fatti citati: la causa, infatti, è ancora in corso e comunque non riguarda l’Hellas Verona”. Per quel che riguarda la questione Lonestar-Falco, gli avvocati Antonella Benedetti e Paolo Pasetto, dello studio Unilegal, che cura gli interessi di Setti, replicano spiegando che la Falco avrebbe avuto un finanziamento da una banca, in completa estraneità dalla Lonestar, che poi avrebbe rilevato le obbligazioni collocate sul mercato. Di qui è partita la richiesta del rimborso, ora al vaglio del tribunale d’appello, che ha bloccato l’esecuzione immediata della sentenza.

 Matteo Fontana 

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