Ha aumentato i rimpatri, ma verso l’Italia


Come vi abbiamo raccontato, questa mattina il ministro dell’Interno e vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini ha replicato duramente alla possibilità che la Germania aumenti il numero di migranti “dublinanti” riportati in Italia. Si tratta, come detto, di quei migranti che sono riusciti a raggiungere gli altri paesi europei dopo essere sbarcati in Italia, che dunque avrebbero dovuto attendere nel nostro paese l’esito della richiesta di protezione umanitaria o di asilo politico, come da Regolamento di Dublino. Il ministro dell’Interno ha dunque minacciato di chiudere gli aeroporti ai charter tedeschi, provocando la dura replica delle opposizioni.

In realtà, come specificato dal ministro dell’Interno tedesco, nei prossimi giorni non è previsto alcun volo verso l’Italia”, anche se la questione dei movimenti secondari resta ancora tutta sul tappeto.

Nicola Fratoianni, di Sinistra Italiana – Leu, ha parlato senza mezzi termini di “ministro che ha chiuso il cervello”, lanciando l’hashtag su Twitter #fuoriditesta. Duro anche il commento dell’ex Presidente del Consiglio paolo Gentiloni, che sul suo profilo Facebook attacca:

“Dopo aver chiuso i porti, ora chiuderemo gli aeroporti? Lo annuncia il ministro degli Interni che ha concesso al suo omologo tedesco Seehofer quello che da anni la Germania chiede e l’Italia non concede: il rimpatrio dei “Dubliners”, i migranti entrati da altri paesi dell’area Schengen. Noi avevamo sempre detto di no, in mancanza di un impegno comune europeo sull’accoglienza, Salvini a quanto pare ha detto di sì (anche se ora ci sta ripensando).
In campagna elettorale aveva promesso di cacciare i 500mila irregolari. Appena diventato ministro ha ammesso che non era possibile:”ci vorrebbero 80 anni”. Da ministro ha litigato con tutti i vicini facendo crollare i rimpatri volontari dall’Italia ai paesi africani e aumentando i rimpatri dai paesi europei verso… l’Italia.
Intanto fa la faccia feroce e annuncia chiusure. Ieri i porti, oggi forse gli aeroporti, domani, chissà, i giornali. Quanto è faticoso essere cattivi”.

Di diverso avviso Luigi Di Maio: “Io questa cosa dei charter con i migranti che arrivano in Italia non so chi l’abbia autorizzata, sinceramente, perché sui ‘secondary movement’, che erano il tema su cui si discuteva come Italia in Europa e che ci chiedeva la Germania, non è stato sottoscritto alcun accordo. Adesso vediamo cosa accadrà ma per fare queste cose ci vogliono gli accordi”.


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