Ha diritto di denunciare i giornalisti che fanno propaganda


Rocco Casalino portavoce di palazzo Chigi, intervistato da Fabio Fazio a ‘Che tempo che fa’, difende il vicepremier Luigi Di Maio e il pentastellato Alessandro Di Battista per le accuse lanciate dai due dopo l’assoluzione della sindaca di Roma Virginia Raggi: “Credo che sia diritto di chi rappresenta i cittadini, di chi è ministro e capo politico di un movimento, denunciare con forza. È un’anomalia invece un’informazione che più che informare fa propaganda politica. I toni eccessivi servono a denunciare con più forza quello che non va sottovalutato, la libertà di stampa e’ un tema importantissimo, è il tema. Credo che ci sia un accanimento molto forte contro il M5s. Come esperto di comunicazione credo che ci sia qualcosa che non funziona. Se la stampa è il cane da guardia del potere, deve abbaiare e mordere quando qualcosa non va, non può mordere sempre”.

Lo stesso vicepremier questa sera a ‘Non è l’Arena’ non ha ritrattato le parole pesanti indirizzate ai giornali: “Quando ce vò ce vò”, cioè “quando ci vuole ci vuole”.

Rocco Casalino ha poi parlato delle polemiche per un vecchio video, diffuso nei giorni scorsi, in cui il portavoce del premier Conte offendeva le persone con la sindrome di Down, e si è giustificato così: “Faccio fatica a rivedermi a distanza di 15 anni, mi urta risentirmi. Non mi ritrovo assolutamente in quelle parole, chiedo scusa. La mia storia non può accettare quelle parole – ha aggiunto – È un pugno nello stomaco. Anche se una simulazione, è altrettanto brutto rivedermi”. 

Il portavoce del premier Giuseppe Conte ha ricordato la sua storia, le offese ricevute per la sua omosessualità, l’infanzia in Germania con la famiglia, dove, da italiano, è stato discriminato: “Sono omosessuale, figlio di emigrati in Germania”, ha spiegato, sottolineando di aver vissuto sulla sua pelle “la violenza, la discriminazione e il bullismo. La mia storia parla per me … quelle parole non fanno parte della mia natura”. Casalino ha ribadito che quel video “è un pugno nello stomaco anche se era una simulazione o un personaggio interpretato”, Casalino ha tenuto a precisare che “oggi ho chiamato il presidente dell’Associazione down spiegandogli che era una simulazione, chiedendogli scusa per dire che sono sempre a loro disposizione”. 

Il portavoce del presidente del Consiglio è stato contestato nei giorni scorsi per un video risalente a 15 anni fa, girato durante una lezione di un corso di giornalismo organizzato dalla Provincia di Milano: il giornalista Enrico Fedocci lo aveva invitato chiedendogli di ‘provocare’ gli studenti. “Il corso prevedeva la simulazione di una conferenza stampa e inizialmente la lezione avrebbe dovuto tenerla l’ex Br Mario Moretti. Il giudice di sorveglianza, però, non diede a Moretti l’autorizzazione a partecipare al progetto, quindi alla fine decisi di rivolgermi a Rocco Casalino”, ha spiegato Enrico Fedocci a Fanpage.it.

Rocco Casalino ha però minacciato querele, contro i media che lo hanno accusato di aver pronunciato delle frasi razziste e offensive: “Le mie parole sono inserite in quel contesto e non rappresentano assolutamente il mio pensiero, né oggi né allora. Non capirlo è un atto di assoluta malafede. Gli articoli pubblicati dal Giornale, dal Messaggero, dal Corriere della Sera sono vere e prorie bufale. Non hanno verificato nulla e hanno raccontato ai loro lettori assolute falsità lesive della mia persona”, ha replicato il pentastellato, dopo che il video è diventato virale.


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