I paesi europei lasciano annegare i bambini pur di proclamare la difesa dei confini


Una serie di circostanze non molto chiare hanno coinvolto questa notte la MRCC Malta e l’arrivo sull’isola di Lampedusa di un gommone con a bordo 27 persone, tra queste otto donne e sei bambini. A denunciare l’accaduto è la Mare Jonio, il rimorchiatore italiano del progetto “Mediterranea Saving Humans“. Secondo Mediterranea infatti, nella notte tra giovedì 8 e venerdì 9 novembre si sono verificate delle prassi governative per evitare, volontariamente, il soccorso di migranti.

Dalla ricostruzione dei fatti riportata nel rapporto, pare che la Mare Jonio si sia diretta verso Sud Est alle 17:10 dal porto di Lampedusa in direzione Sud Est per proseguire l’attività di monitoraggio e denuncia nella zona SAR maltese e in quella controllata dalle forze libiche. Alcune ore dopo, precisamente alle 19:30, un messaggio NavTex trasmesso da MaltaRadio avverte della presenza di un gommone a più di settanta miglia dall’isola di Lampedusa e ne indica precisamente le coordinate. Appresa la segnalazione, la Mare Jonio modifica la sua rotta per avviarsi verso l’area comunicata, dichiarando alla MRCC Malta la propria disponibilità a cooperare con le autorità maltesi per eventuali operazioni di soccorso.

Nel rapporto stilato, si legge che la risposta da parte della MRCC Malta arriva solamente due ore dopo e, via mail, comunica “seccamente” che “il caso era chiuso“. Questo suscita immediatamente delle perplessità nell’equipaggio della nave di Mediterranea Saving Humans, che non si spiega come il gommone avesse potuto, in poche ore, effettuare un tragitto che ne prevede almeno quattordici di viaggio. Quindi, è stata tempestiva la richiesta di spiegazioni e chiarimenti, ma l’unica risposta da parte di Malta è stata la segnalazione che alle ore 22:10 l’imbarcazione avesse toccato Lampedusa. Rimaneva quindi da scoprire chi avesse collaborato, chi avesse effettuato il recupero delle persone a bordo, se le Forze Armate o la Guardia Costiera fossero intervenute. Se le ragioni della chiusura del caso fossero altre, estranee alle ipotesi della Mare Jonio.

Le comunicazioni tra la nave Mare Jonio e le autorità maltesi prevedono la loro condivisione con MRCC Roma: appreso quanto accaduto, la nave Mediterranea ha contattato la centrale italiana alle ore 22:23 e alle 22:52 ha inviato una mail chiedendo i dovuti chiarimenti. Mare Jonio richiedeva quindi a Roma “ulteriori informazioni, in vostro possesso, sulla attuale posizione e condizioni del rubber boat e dei suoi approx 30 occupanti, al fine di assicurare la nostra cooperazione a eventuali necessarie operazioni SAR. Avete voi preso in carico l’evento in oggetto? Avete istruzioni da fornirci in proposito?”. Una mail che però non ha ricevuto risposta.

Passano i minuti, e alle 22:56 Watch The Med-Alarm Phone segnala via mail una telefonata satellitare Thuraya partita direttamente da una imbarcazione in difficoltà, le cui caratteristiche corrispondevano perfettamente a quelle descritte nella prima segnalazione NavTex di MaltaRadio: si tratta del gommone nero con le 27 persone a bordo. Questa volta, le coordinate riconoscono il mezzo a circa 13 miglia a sud di Lampedusa. Alle ore 23:23 Mare Jonio, verificando di essere a 42 miglia dal gommone, dichiara di poter intervenire in circa quattro ore di navigazione.

Quello che accade nel frattempo è una comunicazione tra MRCC Roma e la Mare Jonio: sebbene non fosse pervenuta alcuna risposta alla mail inviata precedentemente, la MRCC contatta la nave della Mediterranea per dichiarare che l’avviso del gommone e della sua posizione, in realtà, corrispondeva a delle coordinate segnalate alle ore 10:30 del mattino, non alle 19:30. In questo modo, tornavano i conti delle ore necessarie per raggiungere l’isola italiana. Allo stesso tempo però, questo dimostrava una mancanza di collaborazione tra le autorità italiane e quelle maltesi della durata di ben nove ore. Nove ore in cui nessun avviso era stato segnalato. Nove ore in cui le autorità dei paesi dell’Unione europea avevano la certezza che ci fosse una barca in pericolo con decine di persone a bordo e nonostante questo non hanno avviato un piano di soccorso. “Un comportamento irresponsabile, oltre che illegittimo, poiché è obbligo di legge diramare le segnalazioni di barche in difficoltà su canali che possano raggiungere chiunque si trovi in quel tratto di mare“.

La conclusione

Alcune fonti hanno confermato l’arrivo dei 27 migranti questa mattina alle ore 8:10 a Lampedusa, avvenuto nel corso della notte grazie all’intervento della Guardia Costiera italiana. E per fortuna, tutte le persone sono in buone condizioni di salute. “Siamo ovviamente felici di sapere che le persone sul gommone, tra cui sei bambini, siano state messe in salvo nel porto di Lampedusa. Ma troppe incongruità segnano i fatti di stanotte, come è già accaduto in molte altre occasioni di cui abbiamo potuto avere riscontro per il solo fatto di essere per mare“, si legge nel rapporto. “Non è la prima volta che abbiamo riscontro diretto che i messaggi Navtex vengano diramati dalle autorità competenti, in particolar modo da quelle maltesi, con notevole ritardo, e ci chiediamo quali possano essere le ragioni che inducono uno Stato a mettere a rischio in questo modo la vita di bambini, donne e uomini, auspicando che non si tratti di un modo di eludere i propri obblighi di intervento in mare, attendendo che i natanti si trovino praticamente fuori dalla zona di ricerca e soccorso di competenza prima di segnalarne la presenza”.

Il report di Mare Jonio si chiude con alcuni interrogativi, che vogliono però vogliono aprire spunti di riflessioni sulla questione: “Quante altre volte è accaduto? E siamo certi che in altri episodi simili non ci siano stati dei morti di cui nessuno ha parlato? Davvero i Paesi europei hanno scelto di pagare questo prezzo pur di deresponsabilizzarsi dai loro doveri di soccorso e salvataggio? Davvero siamo pronti a lasciare annegare sei bambini pur di continuare a proclamare la difesa dei confini d’Europa, senza capire che con l’annegamento di queste persone affoga ogni volta anche la parte migliore di noi stessi e della nostra storia? Mare Jonio continua la sua navigazione nel Mediterraneo centrale, continuando nel suo lavoro di monitoraggio e di denuncia. A nome di tutte le persone che ancora credono che esista una possibilità di salvezza, per tutti noi.”


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