Icardi un rebus, Perisic fa il leader


Mauro Icardi e Ivan Perisic. Getty

Mauro Icardi e Ivan Perisic. Getty

La faccia di Handanovic all’ennesima domanda su Icardi nel concitato dopo gara di Firenze, pi delle parole stesse, ha inquadrato bene il momento dell’ormai guerra fredda tra l’ex capitano e l’Inter: “Non possiamo parlare ogni volta di questa storia…”. Impossibile dargli torto, specie alla luce della beffa appena subita, che ha accorciato ancor di pi il distacco delle inseguitrici nella corsa Champions. Anche perch poi la storia in questione decisamente a un punto morto. Nessuna novit, calma piatta. E questo – a voler essere pignoli — non poi nemmeno un buon segno. Le parti a oggi sembrano ancora decisamente distanti e sulle rispettive posizioni post strappo: Mauro continua le fisioterapie al ginocchio dolorante e dunque ad essere di fatto indisponibile per Spalletti, la societ sta lavorando sulla nuova proposta di rinnovo che dovrebbe arrivare entro la fine della prossima settimana e Wanda Nara – moglie e agente di Icardi – continua dal suo pulpito televisivo a lanciare accuse e ad aspettare sviluppi.

PERISIC
Il boss adesso lui. O almeno tale si sente. E per Ivan Perisic, che contempla poco i dubbi e ancor meno la diplomazia, sentirsi “capo” vuol dire comportarsi da capo. Non detto che sia un male per l’Inter, anzi. I risultati dell’ultima fase, quella in cui il croato ha deciso di recitare da leader (e pure qualcosa in pi) sarebbero l a dimostrare il contrario. Di sicuro un bene per lui, che da quando ha deciso di riprendersi l’Inter tornato ad essere decisivo come con la Croazia, come con i nerazzurri nei primi sei mesi della scorsa stagione. Ma prima delle giocate e del rendimento, considereremmo quella mutazione nel ruolo “sociale”. Comparsa annoiata e infastidita nel periodo pre-mercato, ora non c’ momento cruciale della partita che non lo veda in prima fila, a guidare i compagni.


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 D’Angelo-Clari 

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