Il calcio e i giovani: domani dal Papa l’evento Gazzetta – La Gazzetta dello Sport


“Il calcio che amiamo” si sentirà a casa domani in Vaticano, quando si riuniranno campioni, studenti e ragazzi per l’evento organizzato dalla Gazzetta dello Sport con il ministero dell’Istruzione, la Federcalcio e la Lega di Serie A. Fra il sagrato di San Pietro e l’immensa Sala Nervi si sono alternati in questi anni tanti fuoriclasse e molti palloni, ma l’appuntamento sarà unico perché mai il calcio, nelle sue tante declinazioni, si era preso la scena per intero. D’altronde di palloni Papa Francesco ne ha conosciuti sin da bambino: dal basket giocato da suo padre ai colori di quel San Lorenzo de Almagro sempre rimasto nel cuore.

QUANTI CAMPIONI

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La mattinata, condotta da Cristina Fantoni, giornalista di La7, sarà affollata di emozioni. Nei diversi “salottini” si discuterà su tre argomenti. Sarà poi Urbano Cairo, presidente di Rcs e del Torino, a raccontare al Papa i temi della discussione prima dell’intervento del Pontefice. Si parlerà di “calcio come divertimento” con l’incontro introdotto dal condirettore della Gazzetta Stefano Barigelli, con Roberto Mancini, Gaetano Miccichè, Giovanni Malagò e Franco Baresi. Poi “il calcio come formazione ed educazione” in cui il vicedirettore vicario Gianni Valenti modererà la discussione con il ministro Marco Bussetti, Arrigo Sacchi, Carolina Morace, Clarence Seedorf, oggi alla guida della nazionale del Camerun, e Gianluca Pessotto. Infine il “calcio come integrazione” con il direttore Andrea Monti, Gabriele Gravina, Claudio Ranieri, Samuel Eto’o, Javier Zanetti e Francesco Messori.

I DUE FRANCESCO

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Già, Francesco Messori. Impossibile dimenticare quel giorno, ai 70 anni del Centro Sportivo Italiano. Anche allora c’erano i “Da Move”, veri e propri acrobati del pallone che rubarono gli sguardi dei tantissimi di Piazza San Pietro e protagonisti anche domani. Andò in scena un tenerissimo incontro fra i due “Francesco”. Messori, il ragazzo, capitano ma anche “inventore” della nazionale degli amputati, una vicenda che oggi da semplice pagina facebook è diventata impresa paralimpica, si tolse la sua fascia e la consegnò al Papa: “Sono nato senza una gamba, ma ho sempre avuto voglia di giocare con un pallone”. Bergoglio si commosse. E illustrò il “suo” calcio in cui “non basta giocare, ma bisogna mettersi in gioco”, invitando tutti “ad andare all’attacco, senza accontentarsi di un mediocre pareggio”.

MILLE PALLONI

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Ad ascoltare ci saranno anche loro: bambini e ragazzi. In platea saranno più di 5mila, fra loro gli studenti delle scuole del Lazio e dell’Abruzzo che hanno partecipato al concorso “Il calcio ai giovani” lanciato dal Miur e dalla Gazzetta. Un viaggio fra i mille modi di vedere il calcio, la straordinaria passione che genera, ma anche quegli episodi di razzismo e bullismo che la aggrediscono e la sporcano. Arriveranno pure le rappresentative giovanili dei club di serie A, le scuole calcio federali e i campioni regionali giovanili di calcio a 5 provenienti da tutta Italia. E ci saranno anche i ragazzi della Nazionale calcio sordi. La Sala Nervi diventerà uno stadio gremito da tante storie. Il “vivaio” del “Calcio che amiamo”.


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