Il calcio non ha sesso e appartiene a chi lo ama


Cos’è che rende tanto affascinante uno sport come il calcio, che è all’origine essenzialmente un gioco?  La risposta è probabilmente da ricercarsi nella domanda stessa, in quanto un gioco è nella propria stessa natura “attrattivo” visto che concede ad ogni persona la piena possibilità di parteciparvi in un modo o nell’altro. Il calcio è di tutti, di chi lo pratica (ad ogni tipo di livello) ma anche di che lo segue in TV o allo stadio.  Proprio questa sua caratteristica di trasversalità è uno dei punti di forza in grado di renderlo così popolare. Capita purtroppo però che spesso ci si dimentichi della natura delle cose e si finisca per rendere una cosa di per se “inclusiva” in qualcosa di “esclusivo”.

Le recenti polemiche sulla “presenza” femminile e sul “ruolo” delle donne nel mondo del calcio hanno in realtà rinfocolato una questione mai del tutto affrontata né superata. Si sono spesso sentite frasi che dimostrano ancora una certa chiusura ed una forma di diffidenza. La verità è che oggigiorno sempre più ragazzine si avvicinano al calcio come sport praticato, rendendo l’intero movimento un orgoglio italiano, non a caso infatti  la Nazionale femminile si è qualificata per i Mondiali 2019 che si disputeranno in Giugno in Francia mentre solo l’anno scorso la selezione maschile ha mancato la qualificazione all’edizione svoltasi in Russia. Tutto ciò però non deve andare nell’ottica della contrapposizione perché un dibattito è utile solo se per natura è portato alla “costruzione”

La tattica, il fuorigioco e la marcatura a zona non hanno sesso, sono idee e concetti che dall’astrazione sono diventate concrete; e va ricordato pertanto come le idee non avendo un connotato genetico “sono nel mondo pur non essendo del mondo” quindi appartengono senza vincolo a ciascun essere umano che le voglia far proprie. Ada Hegerberg capace di vincere il Pallone d’oro femminile 2018 (prima edizione), la squadra femminile del Lione (vincitrice per tre anni di fila della Champions femminile) oppure ancora Sara Gama (capitano della nazionale femminile italiana e della Juventus Women) sono solo alcuni esempi di come le donne abbiano dato e continueranno a dare tanto al mondo del calcio in termini di risultati, spettacolo e determinazione, il fatto è casomai che queste e le altre storie andrebbero raccontate maggiormente. Roma, però non è stata costruita in un giorno e la visione delle cose muta grazie anche al tempo.

Le parole a volte sgorgano inconsapevoli ed accanirsi contro chi le pronuncia non è la soluzione del  problema che esse rivelano. Casomai la soluzione è l’impegno costante verso l’apertura rivolta ad un cambio di prospettiva che solo la forza delle idee può contribuire al miglioramento delle condizioni fino a giungere alla piena parità di diritti e di considerazione nonché una totale inclusione perché il calcio è ancor più bello se spalancato su di un mondo aperto e libero da ogni pregiudizio.


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