Il fantasma di Guardiola sulla Juve – La Gazzetta dello Sport


Un fantasma si aggira per l’Europa e incombe sull’Italia. Agita la Borsa, soffia sulle puntate dei bookmaker, alimenta furiosamente i social, dà corpo ai sogni di buona parte della gente che tifa Juve e tiene gli occhi aperti sul dopo Allegri. Il fantasma ha il fisico affilato e la barba incolta di Pep Guardiola. Nessuno riesce a bloccarlo: attraversa aereoporti, sbarca in prestigiosi alberghi, è atteso in esclusivi circoli di golf. Qualcuno è sicuro di averlo visto a Milano, con i dirigenti Juve, in Porta Nuova, vicino al cuore di Brera che non c’entra col grande Gianni, antico maestro di giornalismo. Altri, navigando sui sentieri di Instagram, annusano ogni traccia come faceva il vecchio Tex Willer con i suoi pard per pescare indizi. Anche in questo fumetto c’è qualche bivio intrigante: Miralem Pjanic, per dire, in uno di quei video che si postano e presto svaniscono, si è fatto riprendere su un pontile dove alla fine appare la scritta Port Joseph. Ah. Messaggio in codice? Anche Mou si chiama Giuseppe e c’è un Porto nella sua carriera. Divertente. Il fantasma si aggira nonostante l’ennesima smentita dell’indiziato («Non vengo a Torino, come lo devo dire?»), le zero conferme della Juve e gli indizi veri su Sarri. Viviamo nell’epoca della fake news, giusto. Ma anche in quella di CR7 con la maglia bianconera. La sua storia tiene vivo il fantasma di Pep: e se fosse tutto vero?


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