Il mio ruolo istituzionale mi impone di riconsiderare la domanda


“Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte è in corsa per una cattedra universitaria di Diritto Privato all’Università La Sapienza di Roma”. Nella giornata di ieri, l’indiscrezione diffusa dal giornale Politico Europe sulla partecipazione del presidente Conte a un concorso universitario (che si è scoperto poi essere in realtà una domanda di trasferimento, ndr) ha alimentato accesissime polemiche e attacchi da parte delle opposizioni. Secondo Politico, in spregio alle vigenti regole, Conte risultava essere candidato per una cattedra da ordinario alla Sapienza di Roma – cattedra rimasta vacante a inizio anno causa pensionamento del titolare Guido Alpa, ex collega dell’attuale premier – e lunedì avrebbe dovuto sostenere un esame di inglese legale.

Sempre secondo le fonti di Politico, Conte non avrebbe potuto partecipare al concorso in quanto titolare di un’alta carica di Stato che lo avrebbe posto in posizione di conflitto d’interessi, una situazione che avrebbe impedito alla commissione di valutare con serenità le prove concorsuali. Ma il premier Conte quella domanda l’aveva inoltrata nel febbraio del 2018, circa 4 mesi prima della sua nomina a presidente del Consiglio, e l’esame di lunedì sarebbe stato il primo dell’intero iter.

Alla richiesta di spiegazione, Giuseppe Conte ha replicato alle polemiche spiegando che non avrebbe sostenuto la prova di lunedì per pregressi impegni istituzionali. “La domanda risale all’inverno scorso, per la precisione a metà febbraio, quindi ben prima non solo dell’incarico di premier ma anche delle elezioni politiche. Gli impegni istituzionali mi impongono di riconsiderare questa domanda di trasferimento alla Sapienza. A inizio anno si era avviata una procedura di trasferimento all’università di Roma, alla Sapienza, confesso che feci domanda, perché, anche avendo un bambino piccolo, ero interessato al trasferimento, ma mia nuova veste mi impone di riconsiderare questa mia posizione”.


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