il Re del Napoli di Ancelotti


Lorenzo Insigne, 27 anni, già 6 gol in campionato. Getty

Lorenzo Insigne, 27 anni, già 6 gol in campionato. Getty

A Napoli è in corso una mutazione genetica. L’artefice è lo scienziato Carletto Ancelotti, che ha aggiunto verticalità al gioco plasmato da Maurizio Sarri nello scorso triennio. Il possesso palla, un tempo prolungato in modo asfissiante, è oggi più immediato. Le ragnatele di passaggi che tanti avversari hanno irretito in passato sono ormai un lontano ricordo. Una rivoluzione, per certi versi, simile alla deguardiolizzazione del Barça portata avanti da Luis Enrique. Lo conferma, in modo eloquente, un dato: il possesso del pallone che era pari al 64% nella scorsa stagione, oggi è sceso al 54%. Niente più tiqui-taca, insomma, perché un’altra via è possibile. A una condizione, però, e cioè che gli interpreti si convertano al nuovo credo. Un requisito che al momento pare pienamente soddisfatto, soprattutto dal protagonista assoluto di questo inizio di stagione napoletano: Lorenzo Insigne.

PIOVONO +3
Un anno fa di questi tempi (ovvero dopo 8 giornate di campionato), Lorenzo Insigne aveva segnato l’11.5% dei gol realizzati dal Napoli: 3 su 26. In questa stagione il numero delle sue reti si è addirittura raddoppiato, mentre sono diminuite quelle della squadra azzurra. Così, la contribuzione dell’ex ala rispetto al totale è salita al 40%: 6 dei 15 gol napoletani portano la sua firma. Quasi quattro volte tanto, quindi. Un dato che esprime bene la crescita della sua incisività realizzativa. I fantallenatori che hanno puntato su di lui si aspettavano di avere in rosa un uomo-assist e, invece, si sono ritrovati un bomber. L’Insigne formato Ancelotti è molto più goleador di quello modello Sarri e sono già 5 le partite in cui è andato a segno, un dato in cui è secondo solo all’indomabile Piatek (7).


MENO FRONZOLI
Nel nuovo 4-4-2 del Napoli, Insigne agisce più liberamente. Le mansioni di copertura e rincorsa sulla fascia sinistra hanno lasciato spazio allo svariare per la corsia centrale del campo. Un cambio di prospettiva che gli fa risparmiare energie, permettendogli di guadagnare lucidità sotto porta. Infatti, la vena realizzativa non è frutto di un incremento nelle conclusioni, anzi: nelle prime 8 gare della scorsa stagione Insigne ha calciato 38 volte, quest’anno 35. Quindi i tiri sono addirittura diminuiti, ma è notevolmente aumentata la sua precisione. In modo parallelo si sono quasi dimezzati i dribbling tentati, 13 contro 24, in un percorso di trasformazione che l’ha visto diventare più concreto e meno funambolico. In linea con l’abbandono dello stile di gioco sarriano, inoltre, anche i passaggi a partita sono diminuiti drasticamente: da 76 a 43.5. Insomma, Lorenzo il Magnifigol fraseggia e dribbla di meno, ma segna di più. Un affare per chi oggi si ritrova il calciatore della Serie A con la seconda miglior media Magic: 9.25 punti di pura gioia (e sorpresa) a partita.

 Valerio Giordano 

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