il ritrattista della classe regnante


Il rapporto del ritrattista fiammingo Van Dyck, primo pittore d’Inghilterra, con la nobiltà delle più autorevoli corti italiane ed europee. Per la prima volta, la mostra “Van Dyck. Pittore di Corte” apre al pubblico il 16 novembre presso i Musei Reali di Torino, nelle Sale Palatine della Galleria Sabauda. Quattro sezioni e oltre 50 opere tra cui molti capolavori di ritratto: dagli aristocratici genovesi ai reali di Torino, dall’arciduchessa Isabella alla corte di Giacomo I e poi quella di Carlo I d’Inghilterra. Una selezione di lavori che racconta la particolare attenzione di un pittore di corte che aveva il complesso compito di restituire le esigenze di rappresentanza e di status symbol delle classi regnanti. Il giovane artista infatti già da giovane entrò a far parte della corte di Carlo I d’Inghilterra.

Nato ad Anversa nel 1599, è tra l’altro famoso per essere stato il miglior allievo di Pieter Paul Rubens.  Approda all’età di 17 anni alla bottega del maestro con il quale collabora intensamente. Ad appena 22 anni, parte per un periodo di formazione in Italia dove visita le maggiori città e studia sulle opere rinascimentali copiandole e riproducendole in schizzi e dipinti, riesce anche a studiare sul sulle opere del suo maestro italiano preferito: Tiziano. Dopo la lunga permanenza in Italia parte per la corte di Carlo I Stuart in Inghilterra, dove rimane occupandosi quasi esclusivamente di ritratti.

Con il suo metodo di pittura rilassata ed elegante, non solo influenza i ritrattisti inglesi, come Peter Lely, ma trasforma tutta l’arte del ritratto della sua epoca. All’esposizione ci sono anche dipinti che ritraggono soggetti biblici e mitologici, nei quali l’artista introduce alcune notevoli innovazioni pittoriche. La mostra, che sarà aperta fino al 3 marzo, è organizzata dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, Musei Reali di Torino e Gruppo Arthemisia, con il patrocinio della Regione Piemonte e della Città di Torino.


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