il sabato nero degli ebrei


Settantacinque anni fa, più precisamente il 16 ottobre 1943, ci fu il rastrellamento del ghetto di Roma con la successiva deportazione degli ebrei della Capitale direttamente nel campo di sterminio di Auschwitz. Una delle pagine più buie della storia italiana, tanto da essere soprannominato, “sabato nero”, è consistito in una retata di 1259 persone, di cui 689 donne, 363 uomini e 207 tra bambini e bambine quasi tutti appartenenti alla comunità ebraica, effettuato dalle truppe tedesche della Gestapo tra le ore 05:30 e le ore 14:00 di sabato 16 ottobre 1943. La zona di Roma dove avvenne il rastrellamento fu quella principalmente in Via del Portico d’Ottavia e nelle strade adiacenti ma anche in altre differenti zone della città di Roma.

Dopo il rilascio di un certo numero di componenti di famiglie di sangue misto o stranieri, 1023 rastrellati furono deportati direttamente al campo di sterminio di Auschwitz. Soltanto 16 di loro sopravvissero, quindici uomini e una donna, Settimia Spizzichino, deceduta nel 2000. Con la scomparsa di Enzo Camerino il 2 dicembre 2014, resta in vita il solo Lello Di Segni tra i sopravvissuti.

Un evento tragico, quello del rastrellamento e della conseguente deportazione degli ebrei di Roma ad opera della Gestapo, che tuttavia va ricordato come esercizio di memoria. Tant’è che il programma “Ulisse” alla Rai di Alberto Angela ha scelto di ricordare così il 75esimo anniversario della deportazione degli ebrei di Roma, intitolando la puntata “Viaggio senza ritorno“, in onda domani su RaiUno.


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