il segreto sono i gol dalla panchina


I giocatori del Borussia Dortmund festeggiano la prima rete segnata all’Atletico Madrid. Epa

I giocatori del Borussia Dortmund festeggiano la prima rete segnata all’Atletico Madrid. Epa

Dortmund in questo momento la citt dei paradossi. Ce ne sono almeno tre che la confondono. Il Borussia di Lucien Favre ieri ha travolto l’Atletico Madrid in Champions League per 4-0. I gialloneri hanno 9 punti in classifica dopo 3 partite e, considerando tutti i gironi, hanno la miglior differenza reti del torneo (+8 come il Barcellona), frutto di 8 reti fatte e 0 subite. Il paradosso per proprio l, nei gol realizzati. Perch 5 reti il Dortmund le ha segnate con giocatori entrati a gara in corso, appena 3 con i titolari. In pratica al Borussia conviene fare panchina.

numeri
Ieri, per esempio, la partita l’ha sbloccata Witsel nel primo tempo, poi per gli altri tre gol li hanno segnati Guerreiro (doppietta, entrato al 63’) e Sancho (che ha sostituito Pulisic al 79’). La spiegazione semplice. Favre ha una squadra giovane e veloce, che applica un pressing ultra-offensivo e si affida ai contropiede. In attacco ha talmente tante alternative che Gtze l’ultima scelta. Chiunque subentri sfrutta freschezza e velocit per inserirsi nella difesa avversaria stancata dai titolari. In 12 partite stagionali il Dortmund ha gi segnato 16 gol con giocatori subentrati. Favre, che in passato ha svolto un ottimo lavoro anche col Nizza e col Borussia Moenchengladbach, permette ai suoi ragazzi di esprimere un calcio veloce e spensierato, completamente votato all’attacco. Fra campionato e Champions League sono ben 26 i gol segnati nelle ultime 6 partite (quasi 4,5 di media a incontro). Perfino il tecnico dell’Atletico Simeone ieri si detto incantato dai gialloneri: “Il Borussia mi piaciuto molto. Gioca un calcio spettacolare, molto bello da vedere. Sono velocissimi e tutti sanno cosa fare. Hanno disputato una partita straordinaria, non possiamo fare altro che congratularci con loro”.


paradossi
I cambi di Favre non funzionano per solo in Champions League: sono gi 10 i gol segnati da giocatori subentranti in 8 partite di Bundesliga, una la rete di un panchinaro nell’unica partita di Coppa di Germania (vinta 2-1). In tutto fanno 16 reti su 37 gol stagionali segnati da chi non era titolare. In campionato, inoltre, il Dortmund ha il miglior attacco di sempre con 27 gol in 8 partite di campionato (il record societario era 25 nel 1995). Qui per c’ il secondo paradosso: dal 2015, in citt, a pochi passi dalla stazione centrale, stato inaugurato il museo del calcio tedesco. Si d grande spazio alla nazionale, ma anche un settore per i singoli club. Eppure al momento le opere che intrigano di pi si trovano al Signal Iduna Park, quando gioca il Borussia di Favre. E pensare che i tifosi gialloneri per tutta l’estate erano preoccupati per il mancato riscatto di Batshuayi e aspettavano con ansia l’arrivo di un attaccante. Quello offensivo sembrava il reparto debole della squadra. Dirlo oggi un altro paradosso. Perfino durante le amichevoli con Napoli e Lazio alcuni agenti si sono avvicinati all’amministratore delegato Watzke per consegnargli dei bigliettini con i consigli per gli acquisti. Lui sorrideva e affermava che il club aveva un piano. Oltre ad Alcacer, arrivato in chiusura di mercato, il club sapeva di avere un reparto offensivo dall’alto tasso tecnico, e un allenatore in grado di sfruttarlo. Al punto che a Dortmund ormai ci si chiede se convenga di pi essere titolari o fare i panchinari. Ma alla citt vivere con questo tipo di confusione piace. Che sia il quarto paradosso?

 Elmar Bergonzini 

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