il supplizio delle 5mila donne in India


Fustigate per liberarle dagli spiriti maligni durante una brutale cerimonia in un remoto villaggio indiano. Donne e adolescenti – si parla di circa 5mila persone – si inginocchiano fianco a fianco fila e aspettano di essere frustate dai sacerdoti durante la festa di Vijayadashami, celebrata una volta all’anno nel Tamil Nadu, nel sud dell’India. Un filmato circolato negli ultimi giorni sui social media mostra come vengono sferzate una a una finché non riescono più a sopportare il dolore. La cerimonia si svolge nell’antico tempio di Sri Achappan nel remoto villaggio di Bavithram Vellalapatti. Le donne sarebbe tutte volontarie: definite “ricercatrici della salvezza” si fanno frustare perché ritenute possedute dagli spiriti. Ma c’è anche chi è convinta che il rituale può curare dalle malattie. I sacerdoti, vestiti con abiti tradizionali, eseguono poi la fustigazione con fruste e pezzi di legno.

“Una singola sferzata può curarle dalla loro malattia, dal dolore e da altri mali” dice uno di loro, il sessantenne di nome Chelli. Una ragazzina di appena 14 anni si sarebbe offerta dopo essersi accorta di avere “mestruazioni irregolari” e ha pensato che il processo potesse sanarla dai problemi. In un altro caso, una donna appena sposata è stata flagellata perché i suoi suoceri pensavano che fosse posseduta e che gli spiriti maligni non avrebbero “portato fortuna alla sua nuova casa”. Quando è stato chiesto se il rituale fosse da considerare un crimine, uno dei sacerdoti ha spiegato: “È la credenza delle persone che le porta qui. Ma se nessuno venisse a farsi frustare, saremmo noi a recarci alle loro case e chiedere loro di presentarsi al tempio”.


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