Ilicic, Papu e Zapata. Manca l’ultima firma su una stagione da incorniciare – La Gazzetta dello Sport


I numeri da record dei tre uomini d’oro del Gasp, un gol su due è una loro invenzione. Il tridente alla prova finale con il Sassuolo

In fin dei conti, i campioni esistono per sognare. Per rendere reali momenti “impossibili”. E il più importante, per Bergamo, è arrivato: 66 punti in classifica, con altri 3 sarebbe Champions League. Il Sassuolo l’ultimo step che divide la Dea dalla storia. Ora serve qualcuno in grado di scriverla, per fortuna di Gasperini c’è l’imbarazzo della scelta. Le firme, là davanti, sono bellissime: Gomez-Ilicic-Zapata. Dopo un’annata da fuochi d’artificio, vietato scinderli. Nel tempo, giocata dopo giocata, sono diventati una cosa sola formando uno dei tridenti migliori d’Europa. Esagerato? Macché… Per informazioni, basta dare un’occhiata a quel dato.

UNO STREPITOSO 50%

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Finora 100 reti realizzate (in tutte le competizioni), molte sono una loro invenzione: per il Papu 10 in 45 presenze, per Josip 13 in 35, per Duván 27 in 47. Senza i fenomeni, il Gasp sarebbe fermo a metà strada. In Serie A hanno esultato 6, 12 e 22 volte: 40 sulle 74 totali. Qui l’ennesima statistica “pesante” per una Dea che a 90′ dal termine del campionato vanta il miglior attacco (con il Napoli, che ha giocato ieri): dietro la Juventus con 70, staccate Inter, Milan e Roma (le avversarie per terzo e quarto posto) a quota 55, 52 e 64. Chi si sorprende, forse non ha studiato a fondo l’Atalanta. Una “macchina” da gol con una chiara mentalità: si difende e offende in undici. E quando ha faticato a trovare il pertugio, ci hanno pensato i ragazzi con la numero 10, 72 e 91. Oggi è il 26 maggio, data potenzialmente storica per Bergamo. Anche loro, andando indietro, ne hanno qualcuna da incorniciare…

I TRE MOMENTI

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Si parte da Gomez e Ilicic, indimenticabile lo scorso 21 ottobre. Per motivi diversi, quel 5-1 in casa del Chievo rappresenta la svolta. Per il capitano fu la prima volta da trequartista, un’intuizione (pure rischiosa, di certo vincente) pensata da Gasperini per “liberare” Zapata e consentire allo sloveno di inventare al suo fianco. Addio tridente in linea, via libera a un Papu a tutto campo. E forse non è un caso che, proprio allora, il “Professore” (niente “Nonna”, ecco il vero soprannome) tornò alla grande dimenticando la malattia: tripletta alla prima da titolare dopo l’infezione ai linfonodi del collo che lo costrinse ai box da luglio al 2 settembre (con la Spal dentro al 39′ per Rigoni). Altri 5 match per ingranare, da Verona è stato un continuo show. Nelle ore successive arrivò il “bentornato” di Gomez: “Che bello giocare con te”. Senza dubbio, anche con Zapata. Gigante che finora si è divertito parecchio.

UN FINALE DA SOGNO

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Con la Dea ha stritolato il primato (personale) di centri in Italia: nell’1-3 sulla Lazio (5 maggio) ha raddoppiato gli 11 con la Samp nel 2017-2018. E a proposito di calendario, Duván ha due date da sottolineare: 4 novembre e 3 dicembre 2018. Nell’1-2 di Bologna arrivò la prima rete in campionato dopo 10 partite a secco: “Tra prestito e riscatto, ben 26 milioni. Quanti soldi sprecati”, i dubbi dei critici. Zittiti, a suon di gol, dal k.o. interno con il Napoli (1-2). Quella sera il colombiano si sbloccò davanti al pubblico nerazzurro trasformandosi in un’iradiddio: altri 20 in A (e 3 in Coppa Italia) che lo hanno portato lì, a 2 passi dal cielo. Inzaghi resiste come miglior bomber in un singolo torneo (24 nel 1996-1997), chissà che Duván non possa raggiungerlo stasera. Magari con un paio di assist firmati Gomez e Ilicic. Sarebbe un finale da Champions, l'”impossibile” che diventa realtà. In fin dei conti, i campioni esistono per sognare.


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