In fumo le fatiche degli italiani, in pochi mesi tanti danni


L’ex presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, torna ad attaccare l’operato del governo, accusando M5s e Lega di aver “mandato in fumo, in pochi mesi, la fatica di anni degli italiani”. Gentiloni parla a Piazza Grande, l’iniziativa di Nicola Zingaretti per lanciare la sua candidatura: “Abbiamo tutti negli occhi le immagini del balcone di palazzo Chigi in cui il nuovo establishment si è affacciato a festeggiare. Non c’era un evento da festeggiare, se non l’eroica resistenza di uno dei loro ministri”, afferma l’ex presidente del Consiglio parlando dell’approvazione della nota di aggiornamento al Def e dei festeggiamenti del M5s. “Quella scena – prosegue – resterà nelle cronache del nazionalismo populista italiano perché una scena in cui chi governa festeggia e al tempo stesso in giro per l’Italia ci sono persone che si preoccupano per i mutui, i risparmi, le tensioni. Ci sono persone che cominciano a pensare che quelle strabilianti promesse di avere un reddito garantito alla fine rischiano di non essere mantenute. Chi si era illusi comincia a ricredersi, anche perché il contesto dell’eurozona mostra difficoltà che un anno fa non c’erano ancora”.

Gentiloni avverte: “Attenzione all’ebbrezza del potere. Attenzione. In pochi mesi l’Italia è diventata un paese più isolato, meno sicuro dal punto di vista finanziario. Le decisioni del governo sono state poche ma i danni tanti. Mai visto un incrocio tra poche decisioni e tanti danni. In quattro mesi si rischia di mandare in fumo gli sforzi degli italiani di anni. Certo, sono state accompagnate dai governi del Pd, ma le fatiche sono state delle nostre famiglie, delle nostre imprese delle nostre comunità, e in quattro mesi rischia di andare in fumo tutto”.

L’ex presidente del Consiglio attacca ancora il governo e Matteo Salvini: “Il nazional populismo offre ogni giorno un nemico in pasto: Riace, Lodi, l’accoglienza. È una vecchia storia, molti nemici molto onore. Ma questa Italia, quella del ministro del’Interno, non è l’Italia perché l’Italia si riconosce nelle parole di Paolo VI, tutti sono tenuti ad agire secondo giustizia e umanità. Io non sottovaluto il consenso del nazional populismo, ma ci sono crepe evidenti, c’è una Italia che non ci sta e aspetta il Pd, e allora muoviamoci”.

Il congresso del Pd

Gentiloni parla anche della situazione del Partito Democratico: “Il Pd non può autoassolversi, abbiamo perso molte partite e dobbiamo capire che sì, è vero, dobbiamo cambiare strada e farlo molto seriamente. Non una strada fatta di abiure, ci tengo all’onore del Pd e a quello dei suoi governi, abbiamo risanato l’economia”. E ringrazia l’attuale presidente della Regione Lazio: “Grazie alla speranza che viene fuori da questa piazza e a Nicola Zingaretti che ha messo in movimento queste energie in un momento particolarmente delicato e difficile per il Paese. Coltiviamole queste energie in movimento, la competenza, la serietà, la passione politica, la cultura politica. Parlare di congresso del Pd, a sette mesi dalla sconfitta, non mi sembra una scelta precipitosa. Io dico finalmente ci siamo e ringrazio Nicola Zingaretti senza la cui determinazione la prospettiva del congresso sarebbe meno concreta”.


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