Insigne, Quagliarella e Mertens: quanti modi di essere napoletani – La Gazzetta dello Sport


Il belga “Ciro” difende i tifosi, Lorenzo aspetta la Nazionale e Fabio sogna il ritorno al San Paolo

La napoletanità espressa in modi diversi. Con un belga che riesce a essere più gioioso ed estroverso di suoi… conterranei. Sì, perché Dries Mertens non perde occasione per dare orgoglio a tutto ciò che è napoletano; Lorenzo Insigne da Frattamaggiore, invece, aspetta la chiamata di Roberto Mancini per ritrovare se stesso lontano dalle pressioni partenopee; mentre Fabio Quagliarella da Castellammare di Stabia coltiva il suo sogno di tornare a Napoli da protagonista, ma evita uscite pubbliche che possano complicare una operazione comunque non semplice.

Orgoglioso Ciro

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A Bologna ha segnato ancora, e alla fine della stagione Dries Mertens piuttosto che gonfiare il petto per i suoi 109 gol in azzurro (terzo marcatore di sempre dietro Hamsik e Maradona), su Instagram ha lanciato un post che dice: “… e chi salta napoletano è”, rispondendo così ai cori “contro” sentiti anche al Dall’Ara sabato scorso. E per far felici i propri tifosi, che ormai da anni lo hanno soprannominato Ciro, proprio per il suo legame alla città e alla sua voglia di parlare napoletano, ecco il fotomontaggio col nome di adozione sulla maglia ufficiale.

Lorenzo triste

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La gioia mostrata da Dries, in questo momento non appartiene a Lorenzo Insigne. Da tempo il capitano del Napoli non riesce a rendere come vorrebbe, anzi sembra che quella fascia – ereditata in febbraio da Marek Hamsik – gli “pesi” e lo condizioni nel rendimento. Ora attende la chiamata in Nazionale di Roberto Mancini per rinfrancarsi e ritrovare se stesso con l’altro azzurro.

Fabio in attesa

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Ormai è nota la sua storia passata al Napoli, con lo stalker che lo portò a lasciare la maglia del cuore, senza che allora i suoi conterranei potessero capire. Così come è storia nota che Fabio Quagliarella non abbia temuto il confronto con Cristiano Ronaldo, vincendo la classifica dei cannonieri della Serie A con 26 reti. Ha incassato il gradimento del presidente De Laurentiis e del tecnico Ancelotti su un suo possibile ritorno a Napoli, che avrebbe del clamoroso a 36 anni. Ma sa che la questione è complessa e non vuole assolutamente dara l’impressione di abbandonare la Sampdoria, dove è stato “coccolato” e supportato in questi ultimi, splendidi, anni per lui. La sua, di napoletanità, è pronta a riesplodere. E sarebbe passione pura. Senza età.


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