Inter, Conte il valorizzatore: al Chelsea vinse con quattro acquisti – La Gazzetta dello Sport


Ereditò i londinesi reduci dal 10° posto, aggiunse Batshuay, Luiz, Kanté e Alonso. E rigenerò Moses, Pedro e Fabregas

Per l’ufficializzaione di Antonio Conte nuovo tecnico nerazzurro è questione di giorni, se non di ore. Sistemata la questione guida tecnica, l’Inter passerà al mercato, confrontandosi proprio col leccese. Erediterà da Spalletti una squadra che ha chiuso quarta in classifica per la seconda stagione consecutiva ma che è indubbiamente cresciuta nelle due stagioni col tecnico toscano. L’ex c.t. però ha convinto la proprietà perché è considerato capace di dare un’accelerata alla crescita stessa, con possibilità di arrivare subito a lottare per il titolo. Per farlo, avrà bisogno anche di aiuti dal mercato, ma lo sforzo economico che verrà fatto sulla guida tecnica, le regole del FFP e la stessa filosofia della proprietà cinese non possono far ipotizzare una campagna “faraonica”. In passato però Conte ha dimostrato di poter tirare fuori il meglio dalle rose a disposizione anche senza rinnovamenti profondi: non solo alla Juve, ma anche al Chelsea.

Al Chelsea

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Conte arrivò infatti in Blue nell’estate del 2016: nonostante la fama di Roman Abramovich, che in passato non si era certo risparmiato sul mercato, quell’estate la campagna acquisti fu tutto sommato ridotta, tanto che lo stesso allenatore in varie riprese se ne lamentò. Il Chelsea aveva chiuso l’annata precedente al decimo posto, ma arrivarono solo in quattro: l’attaccante Batshuay (poi poco utilizzato), il fondamentale Kanté a centrocampo, David Luiz di ritorno dal Psg (dove il suo valore era calato) e Marcos Alonso dalla Fiorentina (acquisto a sorpresa che si rivelò azzeccatissimo). Il tutto per una spesa totale di 132 milioni di euro, che dopo il mercato invernale sarebbero stati quasi pareggiati dai 108 incassati dalle cessioni, con Oscar passato in Cina per 60 milioni a fare la parte del leone negli incassi.

Ripescati

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Per il resto, fece con quello che si ritrovava in casa, rigenerando e rendendo protagonisti uomini finiti nel “dimenticatoio”, come il nigeriano Victor Moses o lo spagnolo Pedro, un po’ “impolverato” dopo i fasti del Barcellona. Loro furono protagonisti, come Fabregas partendo dalla panchina o da titolare aggiunto. Da altri due uomini considerati in crisi, come David Luiz e Diego Costa, riuscì a tirare fuori il meglio, con il brasiliano naturalizzato spagnolo che fu capocannoniere della squadra, con 20 gol. L’iddilio durò solo una stagione e nella seconda tecnico e attaccante ruppero irrimediabilmente, però bastò per vincere una Premier. Nella difesa a tre, poi, recitò un ruolo fondamentale Azpilicueta, trasformato in un centrale difensivo. Sono cose replicabili nell’Inter? La rosa nerazzurra sembra meno profonda di quella del Chelsea, trovarvi risorse nascoste può essere più difficile, ma Conte verrà messo sotto contratto anche per questo. Chissà che qualcuno oggi dato come “partente” o perso per la causa non torni all’improvviso di moda.


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