Inter, hai visto Rafinha? A Barcellona brilla un solo, grande ex. E Icardi…


La dura legge dell’ex vale solo per l’Inter. Gi, perch al Camp Nou brilla la stella di Rafinha, mentre resta offuscata quella di Maurito Icardi. In mezzo resta Philippe Coutinho, che si porta a casa i tre punti, ma si ferma alla traversa. Tre grandi ex, un solo protagonista. La scena, almeno per 70 minuti, infatti tutta del figlio di Mazinho, che a Barcellona a tutti gli effetti una riserva, ma si ritrova in campo proprio contro i nerazzurri per l’infortunio di Messi. Chance sfruttata alla grande, perch proprio Rafinha a sbloccare un match che il Barcellona ha comandato per larghi tratti, pur senza strafare. Ironia della sorte, se l’Inter stasera era al Camp Nou, parte del merito proprio del brasiliano-spagnolo. Senza il suo innesto a gennaio, in un momento delicato per la banda Spalletti, la musica sarebbe stata probabilmente diversa. Invece Rafinha stato uno dei protagonisti della cavalcata verso il quarto posto, acciuffato proprio all’ultimo con il 3-2 in casa della Lazio. Storie di mesi fa, cui seguita una calda estate di mercato. I rigidi limiti del fair play finanziario hanno impedito ai nerazzurri di riscattare il trequartista prima del 30 giugno, poi era troppo tardi e non se ne fatto pi niente. Rafinha tornato a Barcellona, e s che all’Inter ci sarebbe rimasto volentieri: si era innamorato di Milano e dei colori nerazzurri e anche oggi lo si visto bene, quando ha evitato di esultare per il gol dell’1-0. Chi lo ha sostituito nel 4-2-3-1 di Spalletti, invece non c’era: Nainggolan infortunato come Messi, strano incrocio di bollettini medici di cui beneficia solo Rafinha.

maurito
La notte magica di Rafael Alcantara, osannato dal Camp Nou, anche la prima amara in Champions di Icardi. Sinora Mauro era a 2 su 2: gol e vittoria contro il Tottenham, gol e vittoria contro il Psv. A Barcellona, dove cresciuto dopo aver abbandonato precocemente la sua Rosario e dove non stato capito a fondo, ha lasciato poche tracce di s. Niente rivincita, un paio di occasioni non sfruttate a dovere. Chiaro, non si pu pretendere segni sempre, soprattutto a questi livelli. Il limite di Icardi pare per proprio quello: vive e muore con i gol. Oggi il Bara gli ha concesso poco e lui, a parte un pregevole tacco gettato alle ortiche dal sinistro fuori misura di Politano, si visto ancora meno. Dall’altra parte Luis Suarez, uno che di gol ne ha segnati addirittura pi di Mauro negli ultimi 5 anni, gli ha fatto vedere cosa vuol dire essere un centravanti a tutto tondo, pur senza lasciare il proprio nome nel tabellino marcatori. Sempre nel vivo del gioco, bravo a dialogare con i compagni, fenomenale nell’assistere Rafinha sull’1-0. Ecco, la differenza tra bomber e campione passa da queste cose. Prima Icardi lo impara e prima sar nell’elite del calcio mondiale.



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