Inter mai uguale a se stessa. Spalletti se ne inventa dodici



L’Inter non mai uguale a se stessa. Bergamo, ora di pranzo, mettetevi comodi con la dodicesima formazione diversa in dodici partite di campionato. Perch s, una squadra titolare c’, la capisci anche dentro queste continue sostituzioni organizzate a tavolino da Luciano Spalletti. Ma il segreto preservarla per le grandi occasioni, che si trasformano automaticamente in grandi partite solo se la gestione delle forze stata perfetta. Dopo il Barcellona impossibile immaginare di evitare le rotazioni. E allora via con la formazione numero 12, la terza consecutiva nel segno di Joao Mario, il simbolo pi simbolo che c’ di questa Inter che non finisce mai. Spalletti d una chance a tutti. C’ stato il tempo di Keita, di Lautaro, di Borja Valero, di Candreva, di Gagliardini e di Dalbert. Ora la foto copertina quella del portoghese, che in settimana ha ritrovato pure la maglia della nazionale. Potenza dell’Inter, potenza delle rotazioni e della repubblica democratica di Appiano. Questa Inter di tutti, la serie di vittorie di fila porta il nome di 20 giocatori diversi (il 21 impiegato Karamoh, poi volato in Francia). Nel frullatore ci sono titolari aggiunti – leggi Miranda, quasi alla pari degli altri due centrali difensivi – e alternative che via via hanno conquistato il loro spazio.

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 Davide Stoppini 

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