Inter, riecco il jolly Keita. Il rientro ora pi vicino


L’Inter aspetta Keita. Nei giorni della tormenta Icardi c’ anche un’altra grana (minore, per carit) nello spogliatoio nerazzurro: il jolly d’attacco senegalese non gioca addirittura dal 29 dicembre 2018, quando segn il gol vittoria a Empoli. Fermatosi a met gennaio per una distrazione al bicipite femorale della coscia destra, tornato in gruppo ed stato convocato per la trasferta di Parma, il 9 febbraio, ma finito in tribuna con gli emiliani e poi di nuovo nella lista degli indisponibili. Adesso, per, potrebbe finalmente iniziare a vedere la fine del tunnel, ritrovando il campo tra la Spal e il ritorno di Europa League contro l’Eintracht Francoforte (il 10 e il 14 a San Siro): ieri ha ricominciato ad allenarsi con il pallone e oggi stato ad Appiano Gentile (insieme con Mauro Icardi) per proseguire le terapie nonostante il giorno libero concesso alla squadra da Luciano Spalletti.

nuovo inizio
Keita, aspettando di capire come finir la telenovela Icardi, sar un’arma fondamentale per l’Inter nel resto della stagione. Soprattutto se riuscir ad essere incisivo come da fine novembre in poi. Dopo un inizio di esperienza nerazzurra piuttosto difficile, l’ex jolly offensivo della Lazio si era sbloccato con la doppietta al Frosinone. Poi era arrivato il gol all’Olimpico nel 2-2 alla Roma, infine a Empoli il poker per chiudere l’anno alla grandissima. E nessuno quel pomeriggio in Toscana avrebbe mai immaginato che nei due successivi mesi Keita non avrebbe messo piede in campo. Eppure successo, perch l’infortunio in allenamento si rivelato pi grave del previsto e il recupero pieno molto pi lungo. L’Inter, soprattutto, non ha mai voluto rischiare il rientro del giocatore, troppo prezioso negli equilibri della squadra. Adesso, con il ritrovato Perisic in versione leader dello spogliatoio e con Politano sempre su livelli alti, la sua aggiunta sulla fascia sarebbe davvero importante per avere molte pi opzioni offensive. Spalletti lo aspetta. I tifosi nerazzurri non vedono l’ora di rivedere la sua esultanza.


 Carlo Angioni 

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