“Inter, vinciamo la Coppa. Icardi e Skriniar pilastri del futuro”


L’obiettivo fin troppo chiaro: “vincere”. E la spiegazione in linea con il messaggio che Luciano Spalletti sta cercando di far mandare a memoria ai suoi giocatori dal giorno del suo primo allenamento da allenatore nerazzurro: “Una squadra come l’Inter deve sempre ambire ad andare a vincere. La Coppa Italia probabilmente oggi l’obiettivo pi vicino da raggiungere, perch rispetto alle altre competizioni che abbiamo a disposizione vi sono meno partite. Per partecipano tutte le grandi del nostro campionato quindi sar ugualmente difficile”.

due pilastri
Domani si torna in campo: alle 18 a San Siro arriva il Benevento per il primo impegno ufficiale del 2019. E chi vince ai quarti sfider la Lazio. Ma in questi giorni di sosta in casa Inter si parlato di tante cose, pochissime di campo. Il capitolo pi caldo resta il rinnovo di Icardi, multato dalla societ per il rientro in ritardo dalle vacanze: “Le regole sono fondamentali dentro in un gruppo e dentro a uno spogliatoio, cos come dentro a una societ – ha sottolineato Spalletti ai microfoni di Rai Sport -. Non si pu essere una squadra forte se non ci sono delle regole. Da quando sono qui la societ sempre stata presente, abbiamo attuato un piano che riteniamo corretto e giusto”. Giusto, per, che nel progetto futuro dell’Inter facciano parte anche Icardi e Skriniar, per tornare a puntare ai grandi obiettivi: “Sono dei pilastri per fare una squadra solida e noi ovviamente vogliamo tenerli qui. Siamo una societ che vuole andare sempre a migliorare, e che non pu prescindere dai pilastri”. Mentre dal mercato di gennaio Spalletti non si aspetta grandi colpi: “I giocatori che possono darci una grande mano li abbiamo gi in casa…”.


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come un’amichevole
Contro il Benevento sar la prima sfida a porte chiuse dopo la squalifica di San Siro decisa a seguito degli scontri pre Inter-Napoli. “Giocare senza pubblico una cosa surreale, mi gi successo e sembra di giocare un’amichevole. Si voluto dare un segnale profondo, ma poi bisogna fare una riflessione perch si penalizza gente che non ha a che fare con la pena che ci viene data. Ci vorrebbe un’idea: allo stadio la maggior parte dei tifosi penalizzati devono andare contro chi crea questi problemi”. Meglio pensare alla Coppa allora. Per molti servir un titolo per garantire a Spalletti un futuro ancora in nerazzurro. Ma Luciano non bada alle voci e non sembra provare fastidio. Anzi, semmai rilancia con orgoglio quello che ha fatto fin qui: “Fastidio per le voci su Mourinho? No, anzi. E’ giusto, perch oggi grazie a questi diciotto mesi di lavoro nostro, l’Inter tornato un club ambito dai top player e dai top allenatori. Diciotto mesi fa sarebbe stato pi difficile fare questa domanda…”. A buon intenditor poche parole.

 Vincenzo D’Angelo  

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