Invasione di cimici asiatiche nel Nord Italia e danni alle coltivazioni: Colpa del caldo


Un’invasione di cimici asiatiche sta nuovamente mettendo a dura prova i raccolti nei campi in diverse regioni del Nord Italia. Secondo l’allarme lanciato da Coldiretti, gli insetti stanno colpendo soia, mais, pere, mele, pesche e kiwi con danni fino al 40 percento dei raccolti presi di mira. Secondo Coldiretti la “cimice marmorata asiatica” (Halyomorpha halys) arrivata in Italia è particolarmente pericolosa per l’agricoltura perché prolifica con il deposito delle uova almeno due volte all’anno con 300-400 esemplari alla volta. La situazione è particolarmente difficile in Veneto e in Emilia Romagna ma presenze sono segnalate anche in Lombardia e in Piemonte.

Situazione difficile in Emilia Romagna – Nelle campagne dell’Emilia-Romagna la cimice marmorata asiatica è arrivata nel 2016 e in tre anni ha già provocato importanti danni ai frutteti. L’insetto attacca la frutta, in particolare le pere, con danni che si aggirano in generale intorno al 10 percento delle colture, con punte – fa sapere la Coldiretti regionale – fino al 30-40 percento in alcune aziende e determinati territori. Coldiretti teme una maggiore proliferazione di questi insetti a causa del caldo anomalo di questo periodo. La diffusione delle cimici è stata infatti favorita da temperature ben al di sopra delle medie, “in un 2018 che si classifica fino ad ora come l’anno più bollente dal 1800 con il mese di settembre che ha fatto registrare temperature superiori addirittura di ben 1,82 gradi e precipitazioni inferiori del 61% la media storica di riferimento (1971-2000), sulla base dei dati Isac Cnr relativi ai primi nove mesi dell’anno”. I primi attacchi di cimici asiatiche sono avvenuti nelle province che producono maggiormente pere, Modena e Ferrara, ma si sono estesi anche al Bolognese e alla province frutticole della Romagna, dove hanno preso di mira pesche, mele e kiwi.


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