“Io corro pi di lui…”


“Sono ‘malata’ di calcio, ma ci sono due cose di questo mondo che non sopporto: la superficialit e il bisogno di apparire. Non mi piace la parola “wag” e non chiamatemi Roco Valero”. La signora Rodriguez, moglie del centrocampista dell’Inter Borja Valero, ha le idee chiare, almeno quanto il marito in campo. Lei per va di corsa – e qui il parallelo un po’ scricchiola – e la sua vita una sfida perenne. Runner in missione, si sta preparando per la Desert Marathon, micidiale prova sulla sabbia del deserto israeliano. La intervistiamo con San Siro sullo sfondo, dopo una sessione d’allenamento che nemmeno i marines. E che infatti assaggiamo solo nella parte iniziale.

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Roco Rodriguez con la moglie dell’Inter, durante un derby tra wags a calcetto.

Chi Roco Rodriguez?

“Una donna libera, sposata con un calciatore anche lui fuori dal coro, madre di due figli e ‘drogata’ di sport”.

Addirittura ‘drogata’?


“Sono sportiva da sempre, ne faccio di tutti i colori. E se qualcuno mi invita a provarne uno nuovo, mi butto. Giocavo a calcio e i primi tempi con Borja avevamo la testa nel pallone. Io andavo a vedere la sua partita, poi lui la mia e alla sera insieme al Bernabeu, visto che la mia famiglia tifosissima del Real Madrid e siamo abbonati da anni. A volte passo il sabato sul divano, guardando in tv la partite dei maggiori campionati europei. E spesso Borja a dirmi basta, che non vuole pi parlare di calcio”.

E la corsa?


“Ho iniziato nel 2010, quando eravamo a Villarreal. Mi ha tirato dentro un gruppo che correva, mi piaciuto, anche perch mi ha permesso di conoscere tante persone, e pian piano mi sono scoperta dipendente. Lentamente ho alzato l’asticella. Amo pormi sempre nuovi obiettivi, tanto che Borja ogni tanto si preoccupa per la mia salute, dice che mi alleno troppo. Ho fatto soltanto una maratona intera, a Firenze lo scorso anno, ma tantissime mezze maratone e soprattutto amo variare. Faccio gare competitive nel circuito OCR (Obstacle-Course Races), corse nel fango tra ogni tipo di ostacolo: filo spinato, muri, pesi…”.


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Roco Rodriguez, 34 anni.

Roco Rodriguez, 34 anni.

Pi che uno sport, suona come un corso di sopravvivenza.

“Mai fermarsi. Il 24 non potr fare la Firenze Marathon perch il 30 corro la mezza maratona nel deserto israeliano a Eilat. Un’esperienza completamente nuova. E non nemmeno facile programmare la preparazione, visto che provare la corsa su quel terreno impossibile”.

Come e quanto si allena?


“Tre uscite settimanali di corsa, con programmi variabili studiati dal mio preparatore, Giuseppe Bellistri. Nell’ultimo ho fatto 11 ripetute da un chilometro ciascuna a 3’40”. Il marted e il gioved invece vado in palestra per pesi e altri lavori. Nel weekend infine un po’ di padel”.

Fa sacrifici anche a tavola?


“Se ho voglia di una crpe con la Nutella la mangio, ma in generale cerchiamo di puntare su un’alimentazione sana, con tanta verdura e poche schifezze. Lo facciamo per i bambini e per una questione di salute generale”.

Ci racconti la sua vita prima dell’incontro con Borja.


“Vengo da una famiglia umile di Madrid, mia madre faceva (e fa tuttora) la donna delle pulizie, mio padre il custode. Ho convinto i miei a farmi frequentare la facolt di giornalismo, ma d’estate sin da ragazza ho dovuto lavorare in piscina per far tornare i conti”.

Come e quando ha conosciuto Borja?


“La prima volta che l’ho incontrato gli ho detto: “Sei proprio uno stronzo!”. Complice un’amica comune, chattavamo da un po’ quando dei suoi amici gli hanno fatto uno scherzo e dal suo indirizzo hanno scritto cose poco simpatiche. Allora ho chiuso”.

E come avete riaperto?


“Una sera mi faccio convincere dalla solita amica ad andare in discoteca. Non c’ero mai stata in vita mia, per per puro caso c’ anche lui, per un evento del Real Madrid. L’ho aggredito, ma poi ci siamo chiariti e la storia iniziata per davvero”.

Mettersi con un calciatore le ha cambiato la vita?


“Intanto lui aveva 18 anni ed era nelle giovanili del Real, senza stipendio, e si capiva subito che non era il tipo da movida e lussi. I primi anni sono stati i pi belli ma anche i pi duri perch avevamo pochi soldi. Abbiamo sempre fatto un passo alla volta”.

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Roco Rodriguez, 34 anni.

Roco Rodriguez, 34 anni.

Lui giocava e lei scriveva di calcio, magari pure della squadra di suo marito?

” stato proprio quello il problema che mi ha costretto a rinunciare al mio lavoro. Borja tutto d’un pezzo. Finch facevo la giornalista sportiva e scrivevo del Real Madrid su AS ma lui era nel settore giovanile, tutto ok. Ma quando andato in prestito al Maiorca e avrei dovuto occuparmi della sua nuova squadra mi ha detto: ‘Non voglio conflitti d’interesse, smetti di lavorare. Ai soldi ci penso io’. Non stato facile, ma ho capito e accettato. Da allora scrivo le mie cose, comprese delle lettere a mano agli amici. In questa epoca tutta tastini rischiamo di perdere il gusto di certe cose”.

La stagione seguente Borja viene trasferito a Birmingham. Per lei sar stata ancora pi dura.


“Un incubo. Oltre al clima, al cibo (per necessit, l che abbiamo scoperto il sushi) e alla solitudine, in quell’anno ho pure perso un bambino. Ricordo la corsa da sola in ospedale perch Borja era in ritiro a Londra. Mesi duri, passati tra corsi d’inglese, letture e sport. Per fortuna poi siamo tornati in Spagna. Fino alla vera svolta…”.

E siamo all’arrivo in Italia, al colpo di fulmine per Firenze.


“Citt stupenda per tanti motivi. L abbiamo passato cinque anni splendidi. Lucia, 4 anni, nata l, di fatto fiorentina. Alvaro, 8 anni, aveva tutti gli amici. Cambiare aria stato durissimo”.

E l’impatto con Milano
?
“Difficile solo nel primo mese, poi ci siamo ambientati. Stiamo vicino al verde, giriamo a piedi o in bici. E lo stesso Alvaro talmente inserito anche nella nuova realt calcistica che quando a met ottobre, approfittando della sosta per le nazionali, siamo tornati a Firenze lui voluto rimanere per non saltare una partita. Alla fine gli ha fatto molto pi male il passaggio di Cristiano Ronaldo alla Juve”.

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Roco Rodriguez con il marito Borja Valero.

Prego?

“Come detto, in famiglia siamo da sempre tifosissimi del Real. Cristiano era un idolo, ma da quando andato a Torino mio figlio non vuole pi sapere niente di lui. Sar anche che, tra Fiorentina e Inter, suo padre ha giocato nelle due squadre pi anti juventine…”.

Borja uno che si porta il risultato a casa e dopo un k.o. diventa intrattabile?


“Tra risultato e botta al naso, domenica scorsa da Bergamo non certo tornato allegro…In questi casi non vuole parlare di calcio. Ma da padre ha capito che ai figli non puoi insegnare ad accettare una sconfitta se poi dai l’esempio sbagliato”.

Che uomo di casa suo marito?


“Disordinato, lascia scarpe ovunque! Anche lui ai fornelli se la cava. Quando siamo arrivati a Milano ha detto che voleva iscriversi ad un corso di cucina, ma non l’ha ancora fatto”.

Oltre al calcio, che sport gli piace guardare in tv?


“Ama il golf e tenta invano di trascinarmi a giocare. Poi un fanatico di Nba e Nfl”.

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Roco Rodriguez.

Siete dei tali anti personaggi che anche a Ibiza non siete riusciti a fare vacanze da Vip.

“Siamo stati con Massimo Ambrosini e la moglie qualche giorno in giugno, senza bambini. Nessuna mondanit, giusto un po’ di barca perch Borja l’aveva promesso in caso di qualificazione in Champions. Era la mia prima volta, il mare mi ha sempre spaventato un po’”.

Quella della Champions era una fissazione per Borja, la cui carriera forse stata penalizzata dall’essere nato in una generazione di centrocampisti spagnoli fortissimi?


“Di quello forse ho sofferto pi io, che lo avrei voluto vedere con la maglia della Spagna. In Champions aveva giocato solo nel Villarreal. Anche per questo quel quarto posto conquistato con la vittoria all’ultimo respiro in casa della Lazio stata una liberazione. Alvaro gi da giugno voleva la nuova maglia dell’Inter con la patch della Coppa!”.

In che ruolo gioca il piccolo?


“A centrocampo, riflessivo come il pap. Invece Lucia non sta ferma un attimo. Nei giorni in cui non ha nuoto e tennis continua a ripetermi ‘Cosa facciamo?’. Chiss da chi ha preso…”.

Il palazzo in cui vivete vicino a San Siro una Melrose Place in salsa derby.


“Ci sono diversi interisti e qualche milanista. Ma non posso farle tutti i nomi, anche per una questione di privacy. Visto che per lo hanno gi detto loro, tra le altre ci sono le coppie Melissa Satta-Kevin Prince Boateng e WandaNara-Mauro Icardi”.

Roc

Roco Rodriguez.

Lei e Wanda sembrate cos diverse. Eppure siete diventate grandi amiche.

“Il personaggio Wanda molto diverso dalla vera Wanda. Ci siamo trovati subito benissimo, abbiamo pure figli di et simili. Non mancano nemmeno gli scherzi, una lezione di vita imparata dai fiorentini. Ma con tante altre mogli interiste organizziamo delle uscite. Il giorno del derby abbiamo fatto una sfida a calcetto. C’erano pure le compagne di Handanovic (l’unica che a volte viene a correre con me), Vecino, Padelli, De Vrij, Reina e Donnarumma, fratello di Gigio. Abbiamo vinto 6-5, ho segnato 5 reti”.
Dove sarete tra 10 anni?

“Non lo so, viviamo alla giornata. Di sicuro appena Borja smette andremo a New York e potr finalmente fare la maratona pi bella del mondo. Poi vogliamo viaggiare zaino in spalla”.
Corri, Roco, corri.

 Luca Taidelli 

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