“Io e CR7, tante differenze. Nel ’98 fu una vergogna”


Ronaldo, 42 anni. Ansa

Ronaldo, 42 anni. Ansa

Quando si parla di lui si specifica “Ronaldo. Il vero Ronaldo”. Il distinguo fra Luiz Nazario e Cristiano, i due fenomeni che portano lo stesso cognome, nato ormai molti anni fa: almeno una decina, quando Cristiano iniziava la sua scalata verso la vetta e la carriera del Fenomeno iniziava a conoscere l’irreversibilit del declino. Eppure ancora oggi c’ quel “il vero” che continua ad accompagnare il brasiliano: pi un omaggio alla sua unicit che un monumento alla memoria.

Fenomeno, ma ha senso parlare di vero Ronaldo?


“ una cosa che mi ha sempre divertito, ma dico no: non ha senso. Siamo cos diversi, io e lui”.

Facciamo un elenco di differenze?

“L’et, anzitutto. Nove anni di differenza, differenti gli anni in cui abbiamo giocato. Il calcio cambiato in fretta recentemente, e cambia sempre pi in fretta. Non voglio dire che ai ‘miei tempi’ fosse pi difficile: per abbiamo affrontato situazioni molto diverse e con squadre diverse”.

Un’altra?

“L’impatto con il campionato italiano. Io avevo vent’anni, avevo gi detto abbastanza con il Psv e il Barcellona, ma non tantissimo, sicuramente non tutto: ero ancora un progetto di campione, o perlomeno cos mi sentivo. Cristiano arrivato in Italia a 33 anni, nel pieno della sua maturit di giocatore. Anzi, di campione fatto e finito”.

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Quindi siete molto pi diversi che uguali?

“Direi di s: pure per il ruolo e il modo di recitarlo, anche se lui ora gioca molto pi in mezzo e molto pi vicino alla porta. Ma ha un altro modo di avvicinarla, di arrivarci, anche se lo scopo ultimo lo stesso. Forse in passato un assist lo appagava quanto un gol, adesso non credo. Ecco: per la voglia di gol siamo abbastanza uguali, s”.

Ma pensa anche lei che la Juve sia cos irraggiungibile in tempi brevi?

“L’Inter sta recuperando un po’ di terreno, ma piano piano. Quando sar definitivamente fuori dal financial fair play, potr accelerare. Un paragone Moratti-Zhang non ha senso, hanno per forza un modo di vivere l’Inter diverso, ma in una cosa sono sicuramente uguali: Suning non ha meno voglia di vincere”.

Quanto aiuterebbe l’Inter fare bene stasera?

“Juve-Inter una di quelle partite che ad una squadra possono dare molta pi forza che punti in classifica. In questo, solo in questo, mi ricorda Juve-Inter del ‘98: l eravamo in corsa per lo scudetto, mentre questa Inter realmente non lo , ma andandoli a sfidare con quel coraggio cercavamo la certificazione della nostra crescita. Ecco, l’Inter di Spalletti deve andare a Torino con quel coraggio. Poi andr come andr”.

L’Inter si augura che non finisca come quella volta sotto tutti i punti di vista.

“ passato cos tanto tempo e ne abbiamo parlato talmente tante volte… Vent’anni giusti, gi: una vita. Fu una vergogna, lo dissi gi quel giorno e non sapevo ancora tutto il resto, ma erano anche altri tempi per il calcio italiano: vigilare per farsi rispettare giusto, fare le vittime no. E poi mi sembra che le cose in Italia stiano andando meglio, no?”.

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 Andrea Elefante 

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