“Io, un tifoso in gol allo Stadium…”


Douglas Costa fuori per 3 settimane, Juve ecco cosa perdi

Un giorno con una testata la mise nei guai, ma il tifoso Leo non ha mai dubitato del batticuore per la sua Signora. Leonardo Blanchard, bianconero di cuore, il difensore che regal nel 2015 il primo storico punto al Frosinone: 1-1 beffardo allo Stadium. Piccolo dettaglio: un mese e mezzo prima era in curva a Berlino e al gol di Morata pensava di poter superare davvero l’incubo Champions. Ora svincolato, gestisce dei negozi a Grosseto e aspetta una chiamata dalla B. Non arrivasse, far quello che ha sempre fatto: tifare Juve.

Allora Blanchard, che ricordi ha di quel 23 settembre 2015?


“Il punto pi alto della carriera: io che segno di testa, nel recupero, contro la squadra della mia vita. In campo non pensi, fai il tuo dovere, esulti perch Frosinone era e sar sempre casa. Poi a freddo ti accorgi che tutto singolare. Domani torna Frosinone-Juve, esattamente dopo 3 anni, ed di nuovo tutto singolare”.

Quel gol poteva costare la panchina ad Allegri, lo sa?

“Mi piace pensare che abbia dato una sveglia: da l a poco siamo ripartiti. Dico “siamo” e non “sono”. Fu l’anno della rimonta incredibile. Comunque sono contento di aver lasciato un segno nella storia della Juve, anche se il mio sogno stato sempre indossare quella maglia. Tra l’altro, i primi osservatori che mi scelsero erano proprio della Juve, ma mi portarono a Siena”.

E al Frosinone ancora legato?

“Legatissimo: in quei 4 anni abbiamo fatto una doppia, storica promozione. Il Frosinone che adesso pu stare stabilmente nel grande calcio nato in quegli anni “duri”, sul fango di Pagani in C. Dopo Frosinone, sono passato al Carpi e ho vissuto 2 anni infernali, ai margini: non mi facevano toccare la palla, mi passata un po’ la voglia a 30 anni”.

Ma il tifo dove nasce?

“Dai racconti su Tot Schillaci in bianconero. Poi la passione cresciuta, nonostante fossi un calciatore professionista. Con i miei amici siamo andati in auto alla finale di Champions 2015 a Berlino, subito dopo la promozione con il Frosinone. A Cardiff and perfino peggio: arrivati l, scoprimmo che i nostri biglietti erano falsi. Non bastavano le 4 pappine del Real, ma stavamo anche perdendo pure il volo di ritorno da Londra. In aeroporto ci diedero un passaggio in minicar altri due italiani, in ritardo: erano Scamarcio e Raul Bova!”.

E se ci sar un’altra finale a Madrid quest’anno…?

“Certo che vado, ma prima non mi perdo Old Trafford. Pu essere l’anno giusto perch questa una Juve europea. Quando ho saputo di CR7, ho stappato una bottiglia per la felicit: darei tutto per giocarci contro in A. Se poi vado a Madrid e perdiamo di nuovo in finale, allora a quel punto la Juve fa bene a definirmi “persona non gradita”.

 Filippo Conticello 

© riproduzione riservata


Link ufficiale: gazzetta.it