Italia bilancio nero. La lezione delle inglesi


L’esultanza dell’Arsenal dopo la vittoria sul Napoli. Lapresse

L’esultanza dell’Arsenal dopo la vittoria sul Napoli. Lapresse

Ci sono quattro inglesi, due spagnoli, un tedesco, un olandese e purtroppo non una barzelletta. Per noi italiani, d’altronde, c’ ben poco da ridere. Escluso dalle semifinali europee, il nostro calcio deve porsi delle domande partendo dal presupposto che se anche si trattasse di un bilancio eccessivamente negativo rispetto alle potenzialit e alle aspettative (l’anno scorso la Roma disput una Champions strepitosa, la Juve ha giocato due finali dal 2015 in poi) rimane la sensazione di un movimento in difficolt e ormai da tempo alla rincorsa di altri Paesi.

LA COMPETITIVIT
Dal 2009-10 a oggi le squadre di Premier League hanno trionfato in Champions una volta sola, esattamente come quelle di Serie A, ma nell’analisi vanno considerati anche due successi in Europa League e la presenza costante, pi o meno massiccia, nella fase decisiva delle due coppe. La classifica delle semifinali raggiunte nelle ultime quattro stagioni abbastanza indicativa: 11 Spagna, 9 Inghilterra e poi l’abisso con Germania e Francia a quota 3, Italia e Olanda a quota 2, Ucraina e Austria a quota 1. Le vittorie possono anche essere parzialmente casuali e magari legate a episodi e alle prodezze dei fuoriclasse. Il valore di un movimento, invece, evidenziato proprio dalla costanza con la quale le sue squadre arrivano in fondo alle manifestazioni. Le 11 semifinali spagnole sono ovviamente marcate Real e Barcellona, ma nessuno dimentichi i cammini trionfali di Atletico Madrid e Siviglia e le belle cavalcate di Villarreal, Valencia e perfino Celta Vigo. Le inglesi hanno mandato al penultimo atto delle coppe Chelsea, Liverpool, Arsenal e i due club di Manchester. La morale abbastanza semplice: la maggiore competitivit interna genera competitivit in Europa. L’aspetto economico, ovviamente, non secondario e spinge a favore degli inglesi, di Real e Barcellona, ma dal 2015-16 a oggi l’Italia ha portato in semifinale solo una squadra in pi rispetto al campionato ucraino e a quello austriaco ed sullo stesso livello di quello olandese. E’ giunto il momento di qualche riflessione profonda.


 G.B. Olivero 

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