Italia, Pinamonti è l’arciere del gol: ‘Ho imparato da Icardi’ – La Gazzetta dello Sport


Anche oggi contro il Giappone l’U20 attacca con lui e Scamacca: “Doppio centravanti? Ci aiutiamo a vicenda. I giovani? Giusto che lottino per conquistarsi il posto”

Giulio Di Feo
@fantedipicche

La genesi dei supereroi è il momento chiave per capirli. In quella dell’Arciere, al secolo Andrea Pinamonti, centravanti e capitano dell’Italia al Mondiale Under 20, c’è tutto. “L’Arciere – racconta – è nato alla vigilia del primo anno di Primavera all’inter, ero in stanza con Valietti (difensore ora al Crotone, ndr) e lui mi fa: ‘Dobbiamo trovarti un’esultanza, farai un sacco di gol’. Ci pensammo, e ci inventammo quella”. C’è la fiducia dei compagni, insomma, c’è l’evento per cui essere pronti, ci sono le idee, gli obiettivi, e ci sono anche i gol. Pinamonti quelli li sa fare. Tanti nelle giovanili nerazzurre, cinque lottando nelle paludi-salvezza con il Frosinone, al Mondiale uno ma pesante: quello all’Ecuador che ha regalato agli azzurri la qualificazione agli ottavi. “E non è stato facile, è stata una gara durissima. Sapevamo che l’Ecuador era forte ma non così tanto, pensavamo che la mettessero solo sul fisico, invece sanno giocare…”

Un gol da capitano, insomma. Le pesa la fascia?

“No, non mi pesa, mi gasa. La fascia è una responsabilità, se la prendi male la pressione ti stritola e non è facile gestirla. Io però non la sento…”.

Lei è uno dei pochi big rimasti dall’exploit dell’Europeo U19. Dica la verità, avere Kean, Tonali, Bastoni e gli altri avrebbe fatto comodo…

“Ci mancano, certo, le loro qualità le conoscono tutti, ci avrebbero dato una bella mano. Ma andiamo avanti con le risorse che abbiamo e i presenti non sono da meno: giochiamo insieme da anni, ci conosciamo, ci troviamo bene fuori dal campo e abbiamo un grande mister, bravo a farci capire cosa vuole anche con pochi allenamenti”.

In campo fa coppia con Scamacca. Col doppio centravanti giocano in pochi, sa?

“Ci troviamo bene. Siamo due prime punte, ma abbiamo fatto tante partite insieme e sa una cosa? Essere simili ci aiuta, riusciamo a essere utili l’un l’altro, ad alternare le giocate e quindi creare difficoltà all’avversario”.

Insomma, dove punta questa Italia? Il Portogallo favorito un anno fa contro di voi la spuntò solo al supplementare…

“Rispettiamo tutti ma siamo consapevoli della nostra forza, c’è tutto per puntare in alto”.

Curiosità: alla Playstation come ve la cavate?

“Prendiamo squadre casuali così evitiamo differenze enormi. Il più forte è Ranieri, lì non si batte. E ci risolve pure le partite in campo…”.

Dopo un anno da 27 gare in A si sente migliore?

“Sì, ho imparato che devo fare gol ma anche il lavoro sporco”.

Altri suoi compagni faticano di più, tra Primavera, B, C… non è che in Italia siamo bravi a sviluppare talento ma meno a cogliere i frutti?

“Intanto il talento c’è e lo stiamo dimostrando. In Italia ci sono delle difficoltà, vero, ma di recente stanno emergendo e giocando con continuità tanti giovani. E non è facile, mi metto nei panni di un allenatore: lasciar fuori un veterano per un ragazzo è una scelta ardua. Ci sta che un giovane lavori più degli altri, il posto se lo conquisti e dimostri il suo valore”.

L’hanno paragonata a mille centravanti diversi, sa? Lei è il nuovo Dzeko, Belotti, Icardi…

“Non mi rivedo in nessuno, ho tanto da imparare. Quando sarò completo, me lo richieda e le saprò dare un paragone”.

Ecco, cosa le manca per essere completo?

“Devo migliorare il colpo di testa, non è mai stata la mia arma migliore e posso fare di più. Poi il sinistro, che è il mio piede debole. Ma già dopo un anno di A vedo che i progressi ci sono”.

Tifa Inter fin da bambino, è dell’Inter: felice per la Champions?

“Felicissimo. Non ho visto la partita con l’Empoli purtroppo, ma se lo meritano”.

Come centravanti ha studiato da Icardi, giusto?

“Mauro è stata una delle mie fortune. Tanti dicevano che all’Inter stavo perdendo un anno perché non giocavo mai, io però ho sempre detto che non era vero perché l’ho passato ad allenarmi con dei campioni, lui in primis. Mi ha dato tanti consigli, mi ha insegnato cose che mi mancavano”.

E poi con un’altra prima punta si trova bene. Non è che in futuro lei e Mauro…

“Non so, me lo auguro, sarebbe bello ma ora è difficile dirlo. Posso solo dire che mi farebbe assolutamente piacere tornare all’Inter. Ritroverei anche Skriniar, un amico. Essere marcato da uno così ti fa capire trucchi che contro un altro magari non avrei mai appreso”.




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