La Champions è un trampolino: l’Inter che verrà nasce stasera – La Gazzetta dello Sport


Il progetto Zhang, il debito di Nainggolan, Marotta e il budget, Spalletti e Icardi: le cinque facce di una partita cruciale

Se una stagione così ne vale tre, come raccontano ad Appiano voltandosi un filo indietro, è pur vero che l’Inter stasera può decidere liberamente di fare dei propri guai un trampolino. Di venir giù non ha voglia nessuno: ci sono almeno cinque livelli diversi, cinque piani di ragionamento differenti, ma c’è un filo rosso che unisce tutti — da Zhang a Icardi, passando per Marotta, Spalletti e Nainggolan – e si chiama Champions League.

ZHANG

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È il filo che muove Steven Zhang, ragazzo di 27 anni col portafoglio pieno per fare una guerra – citazione non casuale, considerati i comunicati ultrà – e che non è abituato a fare passi indietro, nella sua carriera. E magari l’avrà chiarito anche alla squadra ieri sera, nella cena in ritiro alla quale ha partecipato come da prassi. Il gruppo Suning è una macchina che viaggia a colpi di aumenti di fatturato ogni anno, nel 2018 si ragionava di una cifra da 63 miliardi di euro, contro i 48 del 2016, periodo in cui il gruppo rilevò l’Inter. Già, l’Inter, il ramo sportivo: vuoi che non vada di pari passo con l’azienda cinese? Vuoi che una volta assaporata la Champions, il progetto si fermi, anzi torni indietro? Vuoi che si abbracci Antonio Conte per consegnargli un mercato così così? Una mancata qualificazione sarebbe il primo stop al processo di crescita. Sarebbe il motivo per cui riaggiornare il vocabolario della famiglia Zhang.

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